martedì 4 novembre 2014

La buona scuola, rapporto MIUR - sintesi del III capitolo - La vera autonomia: valutazione, trasparenza, apertura, burocrazia zero


Il capitolo III è dedicato al funzionamento generale dell’istituzione scolastica. È ricchissimo di proposte, per lo più ancora aperte: il modo in cui verranno attuati i principi qui in discussione segnerà il volto della scuola che vedremo nei prossimi decenni.
Da subito si entra nel vivo del tema. Infatti il cambiamento che parte dai docenti – si afferma in
apertura – può essere significativo solo a condizione che «la scuola riveda radicalmente il modo in cui
funziona. In altre parole: dobbiamo realizzare pienamente l’autonomia scolastica».
L’autonomia, lo ricordiamo, è il principio di fondo della nostra scuola: il modello scolastico non è
uguale per tutti gli istituti, ma ogni scuola ha la liberà di arricchire la propria “offerta formativa” con
proposte che variano a seconda del territorio di appartenenza e della creatività di studenti e docenti.
Solo che, a causa dei continui tagli di risorse economiche, l’autonomia delle scuole è appunto al
momento molto parziale. E infatti il Rapporto precisa subito un fatto: «autonomia significa anzitutto
risorse». Ma per parlare di autonomia bisogna toccare altri 4 temi:
• Valutazione delle singole scuole.
• Mobilità dei docenti (ogni scuola deve poter chiamare i docenti che ritiene “migliori”).
• Governance (ruolo del Preside e rivisitazione degli organi collegiali).
• Dialogo tra scuola e territorio (scuole aperte anche oltre l’orario scolastico).
Sono temi importantissimi: davvero mettere mano a questi argomenti cambia il volto della scuola
italiana. Come detto, le proposte del Rapporto sono ampie e variamente interpretabili (il che rende
ancora più importante la consultazione che si svolgerà nei prossimi due mesi).
Sulla valutazione, si afferma subito che «il sistema di valutazione della scuola che intendiamo costruire
non è fatto di competizione e classifiche. E non mira, semplicisticamente, a “premia- re la scuola
migliore”, quanto piuttosto a “sostenere la scuola che si impegna di più per migliorare”». Per questo
sarà attivato (da quest’anno? O dal prossimo? Nel testo non si capisce bene) il Sistema Nazionale di
Valutazione (SNV) per tutte le scuole: pubbliche, paritarie, private. Il SNV offrirà alle scuole degli
strumenti di autovalutazione (ancora non presentati) che saranno integrati con le valutazioni degli
ispettori. In base ai risultati delle valutazioni, le scuole riceveranno più o meno risorse per il
Miglioramento dell’Offerta Formativa (MOF) e anche i presidi verranno premiati.
Altro parola chiave nella trasformazione della scuola è la trasparenza: i dati di tutte le scuole saranno
resi pubblici sulla piattaforma “Scuola in chiaro 2.0”, mentre sarà possibile per le scuole seguire la
carriera dei docenti grazie al “Registro Nazionale dei docenti della scuola”.


Figura centrale sarà quella del preside: i nuovi dirigenti scolastici verranno formati e assunti con
nuovi criteri, e a loro sarà data l’opportunità di «organizzare meglio il lavoro all’interno della scuola, di
guidare il piano di miglioramento, di concordare le sfide con il territorio e con gli altri attori sociali
dell’area vasta che sostiene l’istituto». Sul come, ancora non vengono formulate ipotesi. Allo stesso
tempo però, ed è una sottolineatura che apprezziamo, si nota che «la rinnovata definizione dei poteri e
delle responsabilità del dirigente scolastico va bilanciata da un nuovo protagonismo dei docenti e da
un maggiore coinvolgimento dei genitori, degli studenti e del territorio di riferimento». Si allude qui a
un ripensamento degli organi collegiali della scuola, che potrebbero essere così ridefiniti:
• il consiglio dell’Istituzione scolastica
• il dirigente scolastico
• il consiglio dei docenti
• il nucleo di valutazione
È una proposta ancora molto vaga: l’importante è che non si venga meno al principio della collegialità,
e che gli spazi di partecipazione degli studenti non siano diminuiti ma piuttosto potenziati.
La scuola buona del Rapporto fa un salto di qualità dal punto di vista tecnologico e delle strutture:
l’intenzione è di dotare tutte le scuole di banda larga veloce, wi-fi programmabile e dispositivi mobili
per la didattica (es. tablet). Queste spese saranno aperte anche ai contributi dei privati: un tema molto
delicato e discusso, dato che va preservata l’indipendenza delle scuole da qualsiasi forma di possibile
influenza esterna (sui contenuti degli insegnamenti, per esempio).
Una serie di proposte amministrative, dalla sburocratizzazione all’accessibilità dei dati, chiude un
capitolo estremamente ricco. Inoltre, il Governo chiede ai protagonisti della scuola di segnalare tutte le
pratiche burocratiche più faticose, per aiutare a snellire l’intero sistema.

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