mercoledì 19 febbraio 2014

La qualità dei siti web nella PA

Nel corso degli ultimi anni i siti web istituzionali hanno acquisito una sempre maggiore rilevanza "diventando il principale office di ogni amministrazione ".
Le leggi delle P.A. digitale hanno conferito centrale importanza ai siti internet degli Enti, concepiti come un vero e proprio sportello virtuale a cui l'utenza può rivolgersi, telematicamente, per ottenere informazioni di carattere generale (come gli orari di apertura al pubblico degli sportelli e i recapiti, telefonici e di posta elettronica, degli uffici) oppure per essere aggiornati sullo stato delle proprie pratiche, ma anche per fruire dei servizi che le singole amministrazioni rendono disponibili online.
Lo stesso legislatore si è occupato più volte di definire caratteristiche e contenuti dei website pubblici; man mano che l'evoluzione del web ha rivoluzionato la vita degli individui e delle imprese, sono stati emanati provvedimenti che hanno reso i siti uno snodo di centrale riferimento nella vita della P.A.: dalla Legge 4/2004 sull'accessibilità al D.lgs. 82 del 2005 (Codice dell'amministrazione digitale), dalla legge n. 69/2009 che ha addirittura previsto il cosidetto "Albo pretorio elettronico" fino al famigerato D.lgs.33/2013 che negli ultimi mesi ha praticamente riformato i contenuti minimi che devono possedere i siti web istituzionali.
I siti delle amministrazioni diventano anche strumento di trasparenza attraverso il quale i cittadini possono conoscere il livello di efficienza e produttività degli uffici pubblici ed esprimere giudizi sulla qualità dei servizi di cui hanno usufruito.
Ne è testimonianza il Decreto Brunetta che ha fatto da precursore nel sancire l'obbligo per le Amministrazioni di pubblicare sui propri siti internent istituzionali, con il programma triennale per la trasparenza e l'integrità, le informazioni concernenti l’utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali e i risultati dell’attività di misurazione e valutazione.
Se il 2012 ha segnato un processo di grande innovazione, il 2013 e gli anni successivi rappresenteranno una vera e propria rivoluzione tecnologica dando attuazione ad altre norme contenute nel Codice dell'Amministrazione Digitale.
Infatti, dal 1 Gennaio 2012, in materia di certificati e dichiarazioni sostitutive, ha avuto luogo la completa decertificazione nei rapporti tra amministrazione e privati .
Dal 1° luglio 2013 è scattato l''obbligo per cui le comunicazioni tra Imprese e P.A. devono avvenire esclusivamente in via telematica mentre il D.l. Semplificazioni ha disposto che a partire dal 1°gennaio 2014 le amministrazioni pubbliche devono utilizzare esclusivamente i canali telematici per la presentazione da parte degli interessati di denunce, istanze e atti e garanzie fideiussorie, per l’esecuzione di versamenti fiscali, contributivi, previdenziali, assistenziali e assicurativi, nonché per la richiesta di attestazioni e certificazioni
A partire dalla stessa data le pubbliche amministrazioni devono utilizzare esclusivamente i servizi telematici o la posta elettronica certificata anche per gli atti, le comunicazioni o i servizi dalle stesse resi.
A tal proposito il D.P.C.M. del 27 settembre 2012 ha definito le regole tecniche mediante le quali possono essere presentate, in via telematica, istanze e dichiarazioni alle pubbliche amministrazioni e come il gestore deve identificare il titolare della medesima casella di posta elettronica.
Sulla stessa Gazzetta Ufficiale del 18 dicembre 2012 è stato pubblicato anche il D.P.C.M. del 6 settembre 2012, sempre a firma del Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, che ha definito le modalità tecniche con cui inserire in un separato certificato elettronico diverso da quello di firma, le informazioni relative a specifiche qualifiche del titolare della firma digitale, quali le qualifiche professionali o quella di pubblico ufficiale. L'attuazione di tale disposizione costituisce una forma di liberalizzazione delle firme digitali.
Prima con il Decreto Sviluppo bis 2012 e successivamente, anche se in parte modificato, con il D.lgs. 33/2013, l'attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere (sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari) a persone, imprese, enti pubblici e privati sono soggetti alla pubblicita' sulla rete internet secondo il principio di "accessibilita' totale". A decorrere dal 1° gennaio 2013 e con alcune variazioni dal 20 aprile 2013, tale pubblicazione costituisce condizione legale di efficacia (prima era anche del titolo legittimante) delle concessioni (prima era anche di corrispettivi e compensi) ed attribuzioni di importo complessivo superiore a mille euro nel corso dell'anno solare al medesimo beneficiario. La sua eventuale omissione o incompletezza comporta responsabilità amministrativa, patrimoniale e contabile ed è rilevabile dal destinatario della prevista attribuzione anche ai fini del risarcimento del danno da ritardo da parte dell'amministrazione.
Mentre la legge anticorruzione , sempre con il D.lgs. 33/2013 che ne attua i principi e criteri delega, prevede invece l’obbligo di pubblicazione da parte delle stazioni appaltanti nei propri siti web istituzionali di tutta una serie di informazioni relativi agli appalti pubblici. Gli stessi dati dovranno essere pubblicate in tabelle riassuntive, rese liberamente scaricabili in un formato digitale standard aperto e saranno disponibili anche presso il sito web dell’AVCP in una sezione liberamente consultabile da tutti i cittadini.
La stessa Autorità dovra trasmettere alla Corte dei conti l'elenco delle amministrazioni che hanno omesso di trasmettere e pubblicare, in tutto o in parte, le informazioni richieste e nel formato prescritto.
In ottemperanza a quanto disposto dal Decreto spending review dal 18 dicembre 2012, i cittadini tramite il “Portale Trasparenza” sono in grado di conoscere e ricercare i dati relativi a tutti gli appalti pubblici pubblicati in Italia a partire dal 1° Gennaio 2011.
Come sancito dal Codice dell’Amministrazione Digitale , al fine di garantire la massima trasparenza del mercato degli appalti, assicurare l'efficacia, la trasparenza e il controllo in tempo reale dell'azione amministrativa per l'allocazione della spesa pubblica in lavori, servizi e forniture, anche con lo scopo del rispetto della legalità e del corretto agire della pubblica amministrazione e prevenire fenomeni di corruzione, dal 1° gennaio 2014 (doveva esserlo dal 1 gennaio 2013, poi a luglio l'AVCP ha prorogato ulteriormente l'attivazione) sarà disponibile la “Banca dati nazionale dei contratti pubblici” (BDNCP) per gli operatori economici che intendono partecipare a gare di appalti per importi superiori a € 40.000.
Il Web, quindi, non è più un ulteriore canale per erogare servizi alla cittadinanza: ora è il canale principale, un mezzo privilegiato di informazione e di erogazione dei servizi.
Internet è uno strumento per mettere al centro dell’azione amministrativa il cittadino che da semplice destinatario di servizi e prodotti diviene un soggetto da coinvolgere nella progettazione e nella gestione dei servizi pubblici.
I cittadini infatti sono veri e propri clienti da soddisfare e da ascoltare.
Un'amministrazione che usi correttamente i propri siti web è, prima ancora che efficiente, un amministrazione più vicina agli utenti che non solo aiuta a ridurre gli sprechi, ma erogando i propri servizi in modo funzionale puo' migliorare la qualità della loro vita. Ciascuno di noi deve essere messo nelle condizioni di interagire con gli uffici pubblici in modo nuovo, senza dover sottostare ai pesi connessi alla tradizionale dimensione burocratica (file agli sportelli, ecc) ma fruendo della semplicità delle comunicazioni info-telematiche. L'interazione dovrebbe diventare così bidirezionale: dall'amministrazione al cittadino e viceversa.
La situazione attuale è ben diversa da quella che nella pratica, e non solo nella teoria, dovrebbe essere per perseguire tali onorevoli scopi. La continua proliferazione di siti tematici che si sono aggiunti senza integrarsi ai siti istituzionali, le centinaia di siti di progetto che nascono ma non aiutono, la grande eteregoneità della strutturazione dei siti isituzionali e di servizio ha generato una grande confusione fra i clienti finali. E’ cresciuta, infatti, la preoccupazione per una presenza di disorganizzazione, non qualificata, spesso senza identità e riconoscibilità chiare.
Inoltre, "la P.A., è in gran parte ferma alla prima fase del web, quella informativa, mentre, invece, la società dell'informazione sta pian piano consegnando il "testimone della conoscenza" che proprio sulle connessioni e sul valore di queste basa il suo rapido sviluppo. Ignorare un web che sta diventando un grande ecosistema in grado di raccogliere, anche, ma non solo, informazioni digitali sarebbe un errore. Ignorare il luogo più adatto a sviluppare tutti i servizi di e-government sarebbe una mancanza di lungimiranza. "
Non e', infatti, più sufficiente fare riferimento a un troppo generico processo di miglioramento continuo dei servizio delle informazioni rivolte al cittadino ma si rende necessario adottere un termine: quel "deve" che negli atti normativi obbliga le P.A. a erogare servizi sul web con precisi livelli di qualità del servizio ed eventuali sanzioni, in caso di inadempienze.
Propro in virtù di questa convinzione è partorito il D.lgs. 33/2013, divenuto da Aprile 2013, il faro dell'intera disciplina in materia di trasparenza, pubblicazione e diffusione di dati e informazioni da parte delle P.A. Un valido supporto per ottemperare ai nuovi obblighi è costituito dalle le linee guida per i siti web delle pubbliche amministrazioni, pubblicate sul sito web istituzionale del Dipartimento della Funzione Pubblica a ottobre 2012.
Il documento si propone di fornire alle P.A. alcuni criteri per razionalizzare i contenuti online, per eliminare i siti obsoleti, non più utilizzati ma ancora presenti, migliorare quelli attivi, fornire quindi un riferimento da seguire che possa aiutare a definire i livelli minimi di qualità necessari per realizzare un buon sito internet per la P.A. con una una precisa volontà di elevare gli standard qualitativi.
"Una mancata valutazione di tutti gli aspetti che devono essere considerati in tutte le attività collegate ai website istituzionali, oltre ad impedire all'Ente di conseguire gli attesi benefici in termini di efficienza e trasparenza, rappresenta una violazione degli obblighi normativi ed espone l'amministrazione e gli agenti pubblici a sanzioni e responsabilità ".
Con le linee guida il Dipartimento della Funzione Pubblica ha avuto l'ambizione di offrire un supporto progettuale e degli schemi operativi per pianificare un'operazione di adeguamento e razionalizzazione dei contenuti e dei servizi offerti sul web da parte delle P.A. italiane.
Esse sono uno strumento utilissimo, un punto di partenza e un riferimento che mancava e che ora apre una strada nuova dopo anni di ponierismo e pressapochismo.
Alla luce dei recentissimi interventi legislativi, la tesi analizzerà in modo approfondito le indicazioni prescritte dalla normativa vigente, sviluppando il suo studio nel percorrere temi concernenti i “contenuti minimi”, l’”Accessibilità e usabilità”, il “Valore dei contenuti”, i “Servizi”, “Dati pubblici” e “Formati Contenuti aperti”, l’“Amministrazione 2.0” con le opportunità disponibili dei social networking.
Offrendo un quadro sistematico ed aggiornato delle diverse disposizioni in materia, tale ricerca intende fornire elementi e riflessioni possibili per migliorare la qualità dei siti web P.A., sia sotto il profilo dei contenuti offerti che rispetto alle prospettive dell'integrazione di strumentazione web 2.0 e di servizi e-government.
La tesi concluderà la sua trattazione con una ricognizione in linea generale di quanto attualmente ed effettivamente le P.A. italiane stanno mettendo in pratica, in ottemperanza alla prescrizioni vigenti, con uno sguardo ai casi migliori, operazione che è possibile effettuare grazie ad un formidabile strumento automatico, dinamico e dai risultati grafici immediatamente comprensibili.
Si tratta della "Bussola della trasparenza dei Siti Web", messa a disposizione dal Dipartimento della Funzione Pubblica proprio per misurare, valutare la qualita' e verificarne la rispondenza alle "Linee guida dei siti web delle PA" e recentemente alle nuove disposizioni del D.lgs. 33/2013.


Il testo qui riportato è l'introduzione della tesi di Laurea in Scienze dell'Amministrazione Digitale
del Dott.Francesco Addante
Università Unitelma Sapienza
Facoltà di Giurisprudenza, corso di Laurea Triennale in Scienze dell'Amministrazione
A.A. 2012/2013


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