mercoledì 7 agosto 2013

Scienza e tecnologia in prospettiva ecosostenibile proposta dal nuovo MUSE di Trento


Lo scorso 27 luglio è stato inaugurato a Trento il nuovo Museo delle Scienze (MUSE).
Con una superficie complessiva di circa 19 mila metri quadrati, la struttura - realizzata ad ovest del centro storico di Trento, lungo la sponda sinistra del fiume Adige - punta a mettere al centro della riflessione la conoscenza dei fatti naturali e di quanto sia necessario prestare la massima attenzione al rapporto tra natura e modificazioni dell’ambiente provocate dall’azione dell’uomo.
Sembra essere una scommessa non solo per il Trentino ma per tutto il Paese quella di affermare finalmente anche in Italia la cultura del  science center, cioè di uno spazio 2.0 che colmi quello che si può definire un “deficit di orientamento scientifico”. Senza dimenticare che oggi scienza significa anche innovazione e divulgazione per tutti, con un modo nuovo di conoscere il mondo.
Il tutto dedicato a due grandi della scienza italiana: Rita Levi Montalcini e Margherita Hack.

La struttura realizzata in vetro, acciaio e legno sale in verticale accompagnata dal big void centrale, un asse vuoto eppure area espositiva a tutti gli effetti, popolata dagli stupendi animali tassidermizzati del vecchio Museo tridentino di scienze naturali, inedito per un panorama come quello italiano dove solo il Maxxi di Roma ha rotto qualche anno fa la polverosa concezione museale iperclassicista. Apertura dunque non solo architettonica ma anche e soprattutto espositiva: quasi ogni spazio comunica visivamente con l’altro, eppure le divisioni restano chiare da seguire.
Come in una lunga e divertente passeggiata nello spazio montano e nel tempo dell’evoluzione, dall’alto dei ghiacci al basso degli scheletri fra sentieri e hi-tech, tablet e sperimentazione multisensoriale.
Un museo  che parla di natura e sviluppo in un rapporto fra dimensione locale e globale. Si inizia a conoscere il territorio, fino ad entrare in contatto con i principi scientifici che permettono di immaginare il futuro e capire il passato.

Il tutto viene presentato con un linguaggio chiaro e con apparati espositivi e scenografie all’interno di un divertente viaggio nella conoscenza. Il centro propone un’esperienza “viva”, pensata soprattutto per i giovani e per le famiglie: un luogo dove divertimento e apprendimento si accompagnano al piacere della scoperta di fatti sorprendenti e inattesi. Ereditando la tradizione centenaria del Museo Tridentino di Scienze Naturali, il nuovo MUSE costituirà il fulcro di un progetto di riqualificazione urbana di un’area industriale dismessa, affidato alla firma del grande architetto Renzo Piano.
L’edificio propone una perfetta integrazione tra la forma architettonica e la funzione espositiva, in grado di offrire ambienti altamente immersivi con “effetti speciali”, a partire dalle numerosissime piste di impronte di dinosauri presenti sulle Alpi.
Una sezione al piano interrato, nella galleria, racconta l'evoluzione della vita sulle Dolomiti, sulle Alpi e nel resto del pianeta a partire da 250 fino a 65 milioni di anni fa. Tra gli altri sono esposti i calchi di grandi rettili: come un Triceratopo ed un Ophtalmosaurus provenienti dall'America ed un Dilophosaurus direttamente dall'originale in Cina.
Ci sono poi i manufatti dell’Uomo di Neanderthal, le prime pietre dipinte e le armi in selce scheggiata dei cacciatori preistorici dell’età glaciale.  Si possono toccare con mano fossili e minerali, e osservare reperti naturalistici al microscopio e, per i più piccini, lo spazio "Maxi Ooh!" consentirà di vivere un’esperienza emozionante attraverso stimoli sensoriali, reali e virtuali.
Infine, concluso il percorso naturalistico alpino, il visitatore giungerà in una grande serra con piante vive che ripropongono l’ambiente di una foresta tropicale montana della Tanzania e  un frammento di foreste dell’Eastern Arc, una delle più importanti catene montuose dell’Africa orientale. Un grande stimolo per riflettere, dunque, sull’urgenza di guardare alle questioni ambientali in una prospettiva planetaria.

La scienza e la tecnologia sono proposte in modo accattivante e interconnesso. Uno spazio “hands-on” ospita esperimenti scientifici in forma di installazioni con cui interagire attivamente, mentre una sorta di palestra della scienza porta alla scoperta dei principi di fisica e meccanica.
In collaborazione con la rete globale dei FabLab, il museo ospita una piccola officina-laboratorio aperta al pubblico che offre strumenti per la “personal digital fabrication”, come stampanti 3D, laser cutter, plotter e processori Arduino.
Il visitatore, potrà così capire come la scienza e la tecnologia, se declinate in una prospettiva di sostenibilità, possano contribuire a trovare valide soluzioni per il futuro del Pianeta Terra.

Per ulteriori informazioni:
Indirizzo: Via Calepina, 14, 38122 Trento
Telefono:0461 270311

http://www.infooggi.it/articolo/scienza-e-tecnologia-in-prospettiva-ecosostenibile-proposta-dal-muse/47472/


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