giovedì 14 febbraio 2013

Glossario ICT & KM - Lettera C (Parte IV)


·         Core business
È il nucleo operativo principale di un’azienda, l’espressione dell’essenza di un’impresa e della sua missione.

·         Corporate portal (CP)
È anche detto “portale di informazione aziendale” (Enterprise Information Corporate). È concepito per diventare il punto di accesso alle informazioni aziendali, standardizzato ma personalizzabile, finalizzato all’accumulo, l’archiviazione e la condivisione della conoscenza appartenente all’organizzazione stessa. L’obiettivo è quello di fornire un luogo semplice e univoco in cui tutti gli utenti autorizzati possano recepire velocemente informazioni, dati, documentazioni aziendali importante e sempre aggiornate.

·         Corso on-line
Prodotto formativo fruibile in connessione diretta con il sistema telematico in rete. I due principali vantaggi dei corsi on-line sono la possibilità di fruire di oggetti didattici rapidamente aggiornabili e l’interazione ipertestuale con i contenuti, che consente di navigare seguendo via via i propri bisogni di conoscenza.

·         Courseware
Termine inglese composto da “course” (corso) e “ware” (prodotto); indica un insieme strutturato di materiali formativi realizzato e fruito attraverso sistemi software, telematici e multimediali.

·         CPU (Central Processing Unit)
È il microprocessore che costituisce la unità centrale di elaborazione; esso è il centro nevralgico di tutto il sistema ed ha il compito di interpretare le istruzioni, coordinare le operazioni svolte dai vari componenti, gestire le operazioni dell’elaboratore in base alle istruzioni ricevute. La CPU è formata dalla ALU + la CU. 

·         Crawler
Un crawler (detto anche spider o robot) è un software che analizza i contenuti di una rete o di un database in un modo metodico e automatizzato, in genere per conto di un motore di ricerca. Un crawler è un tipo di bot (programma o script che automatizza delle operazioni). I crawler solitamente acquisiscono una copia testuale di tutti i documenti visitati e le inseriscono in un indice.

·         Creative commons
Le licenze di tipo Creative Commons permettono a quanti detengono dei diritti di copyright di trasmettere alcuni di questi diritti al pubblico e di conservare gli altri, per mezzo di una varietà di schemi di licenze e di contratti che includono la destinazione di un bene privato al pubblico dominio o ai termini di licenza di contenuti aperti (open content). L'intenzione è quella di evitare i problemi che le attuali leggi sul copyright creano per la diffusione e la condivisione delle informazioni.
La normativa per le Creative Commons fornisce un insieme di 4 opzioni che permettono facilmente di riconoscere i diritti vantati dall'autore e da terzi sull'oggetto della licenza.
Diversamente dalla General Public License, la legge per le Creative Commons non
contiene un testo di riferimento "pronto all'uso", che l'autore può adottare per la sua opera senza alcun adattamento di tipo tecnico o legale. La normativa non ha disciplinato il tema della revoca della licenza, per mutata volontà dell'autore o obbligazioni legittime derivanti da cause di forza maggiore, come un ordine giudiziale, e il tema collegato della retroattività di questa revoca verso le parti dell'opera già rilasciate sotto licenza opensource e opencontent, e in particolare in avanzato stato di modifica da parte di altri soggetti. L'autore di un programma o opera in genere potrebbe ad esempio distribuire gratuitamente e sotto una licenza Creative Commons per un certo periodo di tempo, beneficiando di una pubblicità gratuita fra gli utenti e dei contributi apportati dalla comunità, dopodiché potrebbe legittimamente revocare la licenza e iniziare una distribuzione commerciale dell'opera. La licenza GNU-GPL dalla versione 2.0 ha regolato la materia, prevedendo che l'autore può revocare la licenza solamente per la sua copia, non per quelle già distribuite ad altri utenti, e che quindi la revoca non può essere retroattiva, riguardando soltanto parti di codice e modifica all'opera successive al cambio di licenza. Inoltre, se per obbligazioni dovute a cause di forza maggiore, l'autore non può applicare la licenza questa si intende revocata automaticamente per l'intera opera. Resta il caso di una revoca retroattiva per cause di forza maggiore, prevalenti sul testo della licenza stessa, che non è ancora regolato dalla legge.

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martedì 12 febbraio 2013

Glossario ICT & KM - Lettera C (parte III)

·         Conservazione sostitutiva
La conservazione sostitutiva è una procedura legale/informatica regolamentata dalla legge italiana, in grado di garantire nel tempo la validità legale di un documento informatico.
Si intende per documento una rappresentazione di atti o fatti e dati su un supporto sia esso cartaceo o informatico (delibera CNIPA 11/2004)
La conservazione sostitutiva equipara, sotto certe condizioni, i documenti cartacei con quelli elettronici e dovrebbe permettere ad aziende e all'amministrazione pubblica di risparmiare sui costi di stampa, di stoccaggio e di archiviazione. Il risparmio è particolarmente alto per la documentazione che deve essere, a norma di legge, conservata per più anni.
Conservare digitalmente significa sostituire i documenti cartacei, che per legge alcuni soggetti giuridici sono tenuti a conservare, con l'equivalente documento in formato digitale che viene “bloccato” nella forma, contenuto e tempo attraverso la firma digitale e la marca temporale. È infatti la tecnologia della firma digitale che permette di dare la paternità e rendere immodificabile un documento informatico, affiancata poi dalla marcatura temporale permette di datare in modo certo il documento digitale prodotto.

·         Content
La proprietà intellettuale e la conoscenza da impartire. I contenuti e-learning possono essere: testi, audio, video, animazione e simulazione.

·         Content on demand
Distribuzione di contenuti didattici su richiesta, in qualunque momento, tramite rete. Varianti possibili sono l’audio on demand e il video on demand.

·         Cooperazione applicativa
La cooperazione applicativa in generale attiene alla capacita di un’applicazione di far uso - nel corso del suo processo elaborativo - di un’informazione elaborata da un’altra applicazione, attraverso l'interoperabilità dei sistemi informativi sottostanti.
Cooperazione e interoperabilità, quindi, non sono concetti disgiunti e neanche dei sinonimi. Usati congiuntamente definiscono una specifica capacità di due o più sistemi informativi connessi in rete di disporre automaticamente, per le proprie finalità applicative, dei dati che sono producibili e/o acquisibili attraverso il processo elaborativo delle applicazioni operanti in altri sistemi informativi (è questo il caso, ad esempio, di un applicativo sanitario che può richiedere i dati anagrafici di un cittadino, al sistema di anagrafe civile del comune di residenza del cittadino).
Il programma della Commissione europea IDABC (Interoperable Delivery of european egovernment services to public Administrations, Businesses and Citizens) definisce univocamente l'interoperabilità come la capacità dei sistemi tecnologici di informazione e comunicazione (ICT), come pure dei processi operativi che essi supportano, di scambiare dati e permettere la distribuzione dell’informazione e della conoscenza.
Questa distinzione tipicamente italiana, consente infatti di definire un modello di architettura concettuale (SPCoop) che garantisce l'interoperabilità tra sistemi informativi diversi, per erogare servizi integrati agli utenti. Infatti, ciascun sistema informativo può differenziarsi in genere dall’altro per le scelte implementative sottostanti (linguaggio di programmazione e formato dei dati). Nel panorama della Pubblica amministrazione italiana la presenza di una molteplicità di soluzioni architetturali per la cooperazione applicativa ha indotto la scelta di una soluzione infrastrutturale unica che, da un lato, preserva l’autonomia delle scelte delle amministrazioni e che, dall'altro, consente ai diversi sistemi di interoperare fra loro per erogare servizi integrati agli utenti. L’interoperabilità fra amministrazioni, infatti, non può che svilupparsi sulla base di standard omogenei e condivisi in modo tale che siano identificati i servizi ed i dati che ogni amministrazione decide di rendere disponibili sulla rete. Poiché lo scambio di dati e servizi delle amministrazioni avviene tra entità di pari livello, lo scopo dell’architettura SPCoop di cooperazione applicativa è, appunto, quello di permettere l’integrazione dei processi e dei dati di amministrazioni diverse. Nella fattispecie, SPCoop definisce un’infrastruttura tecnologica di “interfaccia” con cui i diversi sistemi/organizzazioni “presentano” e “scambiano” i propri dati e servizi. La definizione di questa infrastruttura (i cui elementi tecnologici principali sono stati individuati nella Porta di Dominio e nella busta di e-Gov) consente di organizzare un vero e proprio backbone di interscambio e di cooperazione per i dati ed i servizi delle diverse amministrazioni.

Glossario ICT & KM - Lettera C (Parte II)

·         Codice dell’amministrazione digitale
Il Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD) è un Codice, ovvero un corpo organico di disposizioni, che presiede all'uso delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni (TlC) come strumento privilegiato nei rapporti tra la Pubblica amministrazione e i cittadini italiani. Il CAD è stato emanato per la prima volta con Decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, pubblicato in G.U. del 16 maggio 2005, n. 112. Nel corso del tempo ha subito diverse
integrazione.
Il nuovo CAD, approvato con decreto legislativo n. 235/2010, entrato in vigore il 25 gennaio 2011, costituisce insieme al Decreto legislativo n. 150/2009 il secondo pilastro su cui si basa il processo di rinnovamento delle amministrazioni pubbliche. Il nuovo CAD rinnova il quadro normativo in materia di amministrazione digitale definito nel 2005 con il Decreto legislativo n. 82, aggiornando le regole di riferimento rispetto a un panorama tecnologico in evoluzione.
Il nuovo Codice introduce un insieme di innovazioni normative che incidono concretamente sui comportamenti e sulle prassi delle amministrazioni e sulla qualità dei servizi resi. La riforma rende così effettivi i diritti per cittadini e imprese, cogenti gli obblighi per la PA, dà sicurezza agli operatori circa la validità, anche giuridica, dell'amministrazione digitale.

·         Codifica
Lista delle operazioni richieste a un computer, espresse usando un codice o pseudocodice; il termine viene usato anche per indicare la traduzione di un algoritmo in un programma per il computer.

·         Collaborative learning
Metodo di apprendimento focalizzato sulla possibilità di costruire significati e conoscenza a partire dalle capacità dei destinatari del processo formativo, in un percorso di condivisione e cooperazione. Questo metodo evidenzia la variabile del rapporto interpersonale di socializzazione, attorno alla quale ruotano tutte le altre variabili (motivazione, processo cognitivo, organizzazione, monitoraggio del percorso). Il collaborative learning coinvolge e responsabilizza i partecipanti, i quali si trovano nella necessità di collaborare e dare apporto originale e indispensabile per conseguire l’obiettivo comune: la costruzione della conoscenza.

·         Community
Una comunità virtuale o una comunità on-line è. Nell’accezione comune del termine, un insieme di persone che condividono gli stessi interessi per un determinato argomento, o con un approccio comune alla vita di relazione, che comunicano tra di loro attraverso una rete telematica. Tale aggregazione non è necessariamente vincolata al luogo o al paese di provenienza, poiché, essendo questa una comunità on-line, chiunque può partecipare, con un semplice accesso alle reti, lasciando messaggi su forum, partecipando a gruppi Usenet (o gruppi di discussione), attraverso le chat room e i programmi di instant messaging (IM).

·         CSCL (Computer Supported Collaborative Learning)
È una metodologia didattica che ha lo scopo di promuovere l’apprendimento collaborative, avvalendosi del supporto dell’informatica e della telematica. La CSCL è una metodologia di lavoro collaborativo, collaudata con successo nelle aziende, basata sul concetto che le reti di computer possano essere usate per aiutare, aumentare e ridefinire le interazioni tra i membri di un gruppo di lavoro. Un modello pedagogico che può essere adottato in una situazione di CSCL a distanza è il problem oriented.

·         Comunità di pratica
Le comunità di pratica sono gruppi che si costituiscono per trovare risposte comuni a problemi inerenti l’esercizio del proprio lavoro. Appaiono caratterizzate dall’essere spontanee, da poter generare apprendimento organizzativo e dal favorire procesi di identificazione. I membri di una comunità di pratica condividono modalità di azione e di interpretazione della realtà, costituiscono nel loro insieme una organizzazione informale all’interno di organizzazioni formali più ampie, articolate e complesse. I partecipanti alle attività delle comunità di pratica, con il loro apporto, accrescono il senso di identità professionale e creano una rete che può indurre reali processi di rinnovamento. Le comunità di pratica sono una significativa risorsa di aggiornamento delle competenze professionali. L’efficacia deriva dal fatto che i contenuti discussi in questo tipo di comunità soddisfano esigenze di operatività, tempestività e contestualizzazione dell’apprendimento.

·         Conformance Statement
Meccanismo per i confronto degli strumenti di valutazione e di contenuto.

·         Connect Time
Il tempo per il quale un terminale o un computer è collegato ad un altro computer oppure a un server per una particolare sessione.

·         Connotea
Servizio di social bookmarking pensato per la comunità scientifica internazionale. Unisce i servizi di tagging a un target scientifico e servizi innovativi, quali commentare gli URL inseriti con possibilità di esportare automaticamente la propria library in formato RIS (usato per le references nei papers scientifici). L’idea di poter commentare gli URL inseriti crea discussioni e dei pareri collegati i modo del tutto automatico e molto simile a quello che succede nei blog e negli altri social software.

·         Conoscenza
La conoscenza può essere definita come l’informazione contestualizzata, in quanto costituita dalle informazioni che gli individui elaborano tramite i processi di apprendimento. Si distinguono vari tipi di conoscenza, in particolare quella tacita e quella esplicita. La conoscenza esplicita è quella forma di conoscenza che è in qualche modo rappresentabile e/o rappresentata o meglio, che è trasferibile e/o trasferita da un individuo all’altro. La conoscenza tacita, invece, è quella forma di conoscenza che a volte non siamo capaci di esplicitare in tutto o in parte. Il “saper fare” qualcosa è conoscenza tacita, così come lo è quella particolare forma di conoscenza al quale diamo il nome di “intuizione”, e che altro non è che la capacità di utilizzare in modo inconscio la propria esperienza per risolvere problemi. È la conoscenza insita nelle prassi automatiche cioè nel come si fanno le cose. In senso più generale, è la conoscenza ormai interiorizzata e che è divenuta comportamento frutto di esperienza acquisita.

Glossario ICT & KM - Lettera C

·         Cache
È una parte di memoria circuitale riservata per l’accesso diretto ai dati, tale memoria ha un tempo di accesso molto breve; la memoria cache funziona anche come un disco virtuale.

·         Case-based learning
Processi di insegnamento/apprendimento basati sulla simulazione per facilitare la memorizzazione degli specifici percorsi realizzati.

·         CBT (Computer Based Training)
Corso o materiale didattico fruito grazie ad un computer, principalmente tramite CD-ROM. A differenza del Web Based Training, non richiede un computer connesso in rete, e di solito non fornisce collegamenti a risorse di apprendimento al di fuori del corso.

·         CEN/ISSS LTWS
Learning Technology Workshop. Ente di standardizzazione europeo sulle tecnologie dell’apprendimento.

·         Chat
Forma di comunicazione in rete che consente interazioni ad uno o più utenti attraverso la tastiera del pc; si scrive una frase e questa è immediatamente visualizzata a schermo anche dagli altri partecipanti. A differenza della posta elettronica e dei newsgroup, in una chat-line la comunicazione avviene in tempo reale, in modalità sincrona.

·         Client
Si definisce client la postazione (PC) in grado di richiedere, di interpretare e di visualizzare e a sua volta di inviare dati e informazioni, a un sistema centrale remoto denominato server.

·         Client/server
Modello informatico di configurazione di risorse caratterizzato dalla coesistenza di più computer in grado di scambiare servizi informatici e di mettere in comune risorse.

·         Clock
È l’orologio di tutto il sistema computerizzato, esso regola l’attività della CPU emettendo una serie di impulsi elettrici a frequenza regolare che sincronizza tutti i circuiti; un ciclo di clock è il tempo che intercorre tra un impulso e il successivo, e rappresenta il tempo minimo necessario per il trasferimento di 1 bit nel microprocessore (1 hertz equivale ad 1 bit per secondo). Per esempio: una CPU con un clock di frequenza di 700 Mhz (700 megahertz) fa passare 700 milioni di bit per secondo.

·         Cluster
Classe o gruppo di dati riuniti per coerenza logica ed appartenente, grazie a caratteristiche analoghe, alla stessa categoria.

·         CGI (Common Gateway Interface)
Tecnologia software standard per l’esecuzione di programmi o script sul server web in risposta alle richieste del browser.

·         CMC (Computer Mediated Communication)
La CMC si occupa delle cosiddette tecnologie che consentono la comunicazione ad ampia larghezza di banda fra due o più interlocutori. Studi recenti relativi alla CMc riguardano anche le forme comunicative di cui il blog costituisce un’interfaccia privilegiata, e cioè il blogging, il vlogging, il wiki-writing, i social networks, il social broadcasting e il network peering. È il computer quindi l’intermediario della comunicazione tra gli utenti, realizzando un’interazione particolare dotata di una natura ibrida tra linguaggio scritto e orale: l’oralità scritta, ossia la presentazione di discorsi orali sotto forma di testi scritti a computer. Altra caratteristica fondamentale della CMC è la flessibilità, che opera:
ü  Sulla dimensione spazio-temporale, utilizzando modelli sincroni, asincroni e misti di comunicazione di rete;
ü  Sui contenuti, grazie alle evoluzioni tecnologiche, tramite il pc si ha la possibilità di trasmettere non solo testi scritti, ma anche suoni, immagini fisse e in movimento;
ü  Sulla gestione delle attività, permettendo al pc e quindi all’utente, di utilizzare contemporaneamente diversi media.
Multimedialità e interattività concorrono quindi a rendere la CMC la forma di comunicazione mediata più importante dei nostri tempi.

·         CMC (Content Management System)
Il CMC è un sistema di gestione dei contenuti, una categoria di sistemi software che serve ad organizzare e facilitare la creazione collaborativa di documenti e altri contenuti. Tecnicamente il CMC è un’applicazione lato server, divisa in due parti:
ü  Il back end, ovvero la sezione di amministrazione, che si occupa di organizzare e supervisionare la produzione del contenuto;
ü  Il front end, cioè la sezione dell’applicazione che l’utente usa per realizzare fisicamente modifiche, aggiornamenti ed inserimenti.


·         CMI (Computer Managed Instrution)
Organizzazione e gestione di interventi formativi e quindi di apprendimento con il supporto del computer. Un programma di CMI può offrire, ad esempio, le funzioni di: registrazione e controllo delle attività svolte, creazione di percorsi personalizzati, analisi statistica dei dati di fruizione.

Glossario ICT & KM - Lettera B (Parte II)

·         Bookmark
Definito anche “segna libro” è presente nei browser e permette l’automatica memorizzazione dei contenuti del sito visitato, in modo da poterci tornare in un secondo momento, con la semplice selezione dell’intestazione del sito stesso.

·         Brainstorming
È una tecnica che incentiva la produzione delle idee. Secondo Osborn, che l’ha ideata, per riuscire a produrre idee qualitativamente elevate per la soluzione dei problemi, bisogna incentivarne la produzione in un considerevole numero. Il brainstorming tende a sviluppare al massimo tale produzione, senza preoccuparsi in prima istanza del loro valore e della loro capacità di portare a termine il problema. Osborn propone quattro norme per condurre una riunione Brainstorming:
ü  La critica è esclusa: il giudizio negativo sulle idee deve essere rimandato a un secondo tempo;
ü  La corsa in folle è ben accetta: più l’idea è audace, meglio è per il processo di brainstorming;
ü  Maggiore è il numero di idee, tanto più probabile sarà trovarne di utili per la soluzione del problema;
ü  Si cercano combinazioni e miglioramenti: oltre a contribuire con idee proprie, i partecipanti dovrebbero suggerire come le idee altrui possono essere trasformate in idee migliori o come due idee possono essere fuse in un’altra idea ancora.

·         Branching (ramificazione)
Un cambiamento di una sequenza in un corso formativo, didattico o di apprendimento, basato su un’azione dell’utente finale. L’uso di questa tecnica consente di creare percorsi formativi più interattivi, in funzione di finalità e obiettivi specifici.

·         Browser
Dall’inglese “to browse”, scorrere. È il programma che consente di navigare tra le pagine della rete Internet o Intranet. La barra che lo identifica rende disponibili funzioni di navigazione e di utilità.

·         Broadcast
E' un canale di collegamento dove ogni utente è individuato da un indirizzo, e dove la trasmissione dei dati può avvenire da uno e più utenti. Tecnica per trasferire simultaneamente contenuti di apprendimento a molti. Varianti sono l’IP multicast e il broadcast satellitare.

·         Buffer
Area della memoria RAM riservata per registrazioni temporanee di dati che sono acquisiti da una specifica periferica o che sono pronti per essere inviati ad un’unità disco o ad altra periferica.

·         BUS (Universal Serial Bus)
Indica il fascio di fili o fascio di linee sulle quali viaggiano le informazioni digitali, in altre parole è il canale di trasferimento delle informazioni tra i vari componenti. La velocità del bus si misura in MHz = megahertz (cioè milione di cicli al secondo).

·         Business Intelligence (BI)
Con tale accezione si può intendere:
ü  Un insieme di processi aziendali per raccogliere e analizzare informazioni strategiche;
ü  La tecnologia utilizzata per realizzare questi processi;
ü  Le informazioni ottenute come risultato di questi processi.
Il termine è stato coniato nel 1958 da Hans Peter Luhn, ricercatore e inventore tedesco, mentre lavorava per IBM.

·         BI come processo aziendale
Le organizzazioni raccolgono informazioni per trarre valutazioni e stime riguardo al contesto aziendale proprio e del mercato cui fanno riferimento (in termini di Ricerche di Mercato e Analisi del contesto Concorrenziale). Le organizzazioni utilizzano le informazioni raccolte attraverso una strategia di business intelligence per incrementare il loro vantaggio competitivo.
Generalmente le informazioni sono raccolte per scopi direzionali interni e per il controllo di gestione. Tali dati raccolti vengono opportunamente elaborati ed utilizzati per supportare concretamente, sulla base di dati attuali, le decisioni di chi occupa i ruoli direzionali. In secondo luogo possono essere analizzati a differenti livelli di dettaglio per qualsiasi altra funzione aziendale: marketing, commerciale, finanza, personale o altre.
Le fonti informative sono generalmente interne, provenienti dai sistemi informativi aziendali ed integrate tra loro secondo le esigenze. In senso più ampio possono essere utilizzate informazioni provenienti da fonti esterne come esigenze della base dei clienti, pressione stimata dagli azionisti, trend tecnologici o culturali, fino al limite dello spionaggio industriale. Ogni sistema di BI ha un obiettivo specifico, che deriva dalla vision e dagli obiettivi della gestione strategica aziendale.

·         BI come tecnologia
Nella letteratura la BI viene citata come il processo di “trasformazione di dati e informazioni in conoscenza”. Il software utilizzato ha l’obiettivo di permettere alle persone di prendere decisioni strategiche fornendo informazioni specifiche, precise, aggiornate e significative nel contesto di riferimento. Ci si può riferire ai sistemi di BI anche con il termine di “sistemi per il supporto alle decisioni” (Decision Support System o DSS), anche se l’evoluzione delle tecniche utilizzate rende la terminologia suscettibile di ammodernamenti. Con il termine “business performance management” ci si può riferire a sistemi di BI di nuova generazione, anche se la distinzione tra i due termini spesso non è percepita. I dati generati dai vari sistemi (contabilità, produzione, R&S, CRM, ecc.) possono venire archiviati in particolari Data Base (DB), chiamati Data Warehouse (DW), che ne conservano le qualità informative. Le persone coinvolte nei processi di BI utilizzano applicazioni software ed altre tecnologie per raccogliere, immagazzinare, analizzare e distribuire le informazioni.

·         BI software
Persone e tecnici che lavorano nell’ambito della BI hanno sviluppato una nicchia di tecnologie, strumenti e prodotti da supporto ai loro compiti. Specialmente nei confronti della manipolazione ed analisi di grandi moli di dati da raccogliere, normalizzare e analizzare. Tra questi ricordiamo Data Warehouse ed OLAP. Si può affermare che la prima generazione di BI è stata l’era dell’ASP (Application Service Providing); la seconda è iniziata nel 2005 con Salesforce.com e altri analisti Saas (Software-as-a-Service), che forniscono le loro applicazioni come servizi usando internet come piattaforma di erogazione. La terza fase riguarda l’offerta di SaaS verticali, cioè settoriali e di nicchia.

Glossario ICT & KM - Lettera B (Parte I)

·         Banda larga
Nei settori delle telecomunicazioni e dell'informatica è definito banda larga (in inglese broadband) il processo di trasmissione e ricezione di dati informativi, inviati e ricevuti simultaneamente i maggiore velocità di trasmissione, sullo stesso cavo o mezzo radio grazie all'uso di mezzi trasmissivi e tecniche di trasmissione che supportino e sfruttino un'ampiezza di banda superiore ai precedenti sistemi di telecomunicazioni detti invece a banda stretta (narrow band).
Nell'ambito della teoria dei segnali, questo termine è usato per indicare i metodi che consentono a due o più segnali di condividere la stessa linea trasmissiva.
Nella legislazione italiana ed europea manca una definizione ufficiale di banda larga. Tuttavia la Commissione europea usa il termine Banda larga in un'altra accezione cioè come sinonimo di connessione alla rete Internet più veloce di quella assicurata da un normale modem analogico dial-up. Essa è di fatto un concetto tipicamente relativo dei nuovi sistemi di telecomunicazione rispetto ai precedenti oppure assoluto se si paragonano tra loro i più evoluti sistemi di telecomunicazione (es. wireless o cablati). In questo senso la più tipica banda larga sarebbe quella assicurata dalla connessione tramite fibra ottica. Pur tuttavia con tale espressione si può intendere anche la banda dei sistemi mobili di telecomunicazioni (es. cellulari e smartphone) di terza generazione (3G) (telefonia) con accesso alla rete Internet rispetto a quelli di seconda generazione (2G) (wireless broadband o banda larga radiomobile), i quali tutti hanno comunque un'ampiezza di banda inferiore rispetto alle reti cablate in fibra ottica specie in un contesto di banda totale condivisa tra molti utenti. In tale accezione l'evoluzione dei sistemi cablati viaggi ora verso la cosiddetta banda ultra-larga (ultra-broadband) grazie all'avvento delle Next Generation Network.

·         Backbone
(Spina dorsale) è la rete principale di internet, costituita da super computers collegati tra loro da linee di trasmissione dei dati ad alta velocità; la Backbone di internet collega le reti regionali  tra di loro.

·         Backdoor
È un programma che sfrutta le “debolezze” del sistema operativo per intrufolarsi nel PC sfruttando “un ingresso secondario” e monitorizza il sistema o ne assume il controllo; non causa danni immediatamente ma può attivarsi in un secondo momento.

·         Backup
Copia di sicurezza dei dati su un altro dispositivo di memoria di massa esterno al Computer. Nelle grandi Banche dati, occorre farla anche più volte al giorno.

·         Banca dati
Concentrazione e organizzazione di una grande quantità di dati, riguardanti uno specifico argomento o settore, presso Aziende di servizi che sono in grado di mettere a disposizione le informazioni su computer (host) per gli utenti che si collegano ad essi con apparecchiature di telecomunicazione.

·         Batch
Tecnica di elaborazione da parte di un sistema operativo che organizza i lavori in sequenza e li esegue in lotti.

·         BBS (Bulletin Board System)
Computer o una rete che si chiama per accedere ai gruppi di discussione; non è necessario un collegamento diretto ad internet per accedervi.

·         Benchmark
Software specifico, di alcuni sistemi o componenti, che misura la velocità di prestazione di un elaboratore.

·         BIOS (Basic Input-Output System)
Sistema di base che gestisce le operazioni di Input-Output dei dati e che esegue l'autodiagnosi del computer e avvia il caricamento del sistema operativo. Registrato in modo permanente nella ROM.

·         Blog
È la contrazione di web-log, ovvero traccia su rete. La versione tronca “blog” è stata creata da Peter Merlhoz, che nel 1999 ha usato la frase “we blog” nel suo sito, coniando il verbo “to blog”, ossia: bloggare, scrivere un blog. Tramite il blog si viene in contatto con persone lontane fisicamente, ma che condividono idee ed interessi. Con esse si condividono pensieri, riflessioni su diverse situazioni argomenti. Si può esprimere la propria creatività liberamente, interagendo direttamente con altri blogger. Allo stesso tempo, i blog sono estremamente utili per gli ambienti aziendali, in quanto strumento di allineamento, collaborazione, condivisione di informazioni e costruzione di nuova conoscenza. Il valore del blog aziendale risiede nel facilitare la comunicazione e lo scambio di idee e opinioni trai clienti, tra questi ultimi e l’azienda o tra gli utenti coinvolti nei vari processi produttivi all’interno dell’azienda stessa.


giovedì 7 febbraio 2013

Glossario termini ICT & KM (Lettera A - Parte II)

·         Apprendimento adattivo
Basato su un processo “programmato” di tipo stimolo-risposta-feedback-rinforzo positivo, secondo i principi del Comportamentismo di Skinner. Il sapere è strutturato in modo sequenziale e nel processo di apprendimento si individuano stadi successivi a complessità crescente.

·         Apprendimento asincrono
 Processo di apprendimento nel quale le persone non sono on-line e non comunicano tra di loro simultaneamente, ma con possibilità di un ritardo di tempo. Ne sono esempi i corsi on-line, i CD-ROM, presentazioni web, gruppi di discussione, forum, mailing list.

·         Apprendimento collaborativo
è legato ad un processo sociale in cui attraverso la discussione e l’interazione di gruppo viene attivata la costruzione di nuova conoscenza. L’elaborazione della conoscenza è considerato un processo costruttivo soggettivo e di gruppo. Viene legata al contesto, ossia alla situazione in cui viene acquisita. L’apprendimento è un processo attivo, autoregolato, situato e sociale. Un’applicazione pratica di questo tipo di apprendimento è il groupware.

·         Apprendimento meccanico
Avviene quando chi apprende memorizza le nuove informazioni senza collegarle alle conoscenze precedenti, o quando il sapere non ha alcuna relazione con tale conoscenza. E un processo tipicamente mnemonico.

·         Apprendimento per scoperta
È basato su un processo in cui il sapere non è dato dall’esterno, ma è scoperto da chi apprende facendolo proprio e assegnandogli un posto significativo nella sua struttura cognitiva. Il sapere è legato all’operatività della mente che è assimilata a quella di un software che processa informazioni in entrata (input), producendo informazioni in uscita (output), che si traducono in rappresentazioni delle conoscenze dotate di significato.

·         Apprendimento significativo
È il bisogno di conoscere. Quando gli adulti iniziano ad apprendere qualcosa per conto loro, investono una considerevole energia nell’esaminare i vantaggi che trarranno dall’apprendimento e le conseguenze negative di un mancato apprendimento. Il compito del facilitatore è di sostenere la motivazione. È un processo che comporta impegno (sul piano conoscitivo, affettivo ed emozionale), auto motivazione (il desiderio di conoscere e autorealizzarsi) ed autovalutazione (il soggetto è consapevole se il suo impegno risponde ai suoi bisogni e valuta l’efficacia delle acquisizioni).

·         Apprendimento sincrono
Evento di apprendimento on-line nel quale tutti i partecipanti sono collegati nello stesso istante e comunicano direttamente tra di loro. Studenti ed insegnanti usano una “lavagna bianca” per vedere il work in progress e condividere le conoscenze. Il contenuto può essere erogato on-line usando live courses  (classi virtuali), conferenze audio/video, chat, telefonia, ecc.

·         Architettura
Modalità di organizzazione delle risorse hardware e software all’interno di un sistema di elaborazione di conoscenza.

·         Archivio
Insiemi di dati organizzati e legati tra di loro da un nesso logico, registrati su un supporto di memoria.

·         Arpanet (Advanced Research Projects Agency Network)
Rete di comunicazione basata su un’architettura totalmente decentrata, con nodi in grado di operare in modo autonomo, create negli anno ’60 negli USA, su iniziativa del Ministero della Difesa, per garantire la trasmissione dei messaggi. Viene considerata il prototipo dell’attuale Internet.

·         ASCII - American Standard Code for Information Interchange
Codice standard americano per interscambio di informazioni. E' un codice binario a 8 bit, che fa corrispondere un numero binario a un carattere alfanumerico e a caratteri speciali.

·         Assesment
Processo di misura dell’apprendimento, solitamente in base al confronto con i risultati attesi. Può essere di tipo predittivo, per determinare cosa un allievo può imparare o di valutazione dell’apprendimento al termine di un’attività didattica. Può anche essere “continuo”, quando è svolto ad intervalli regolari di tempo.

·         Assesment item
Una domanda o un’attività misurabile usata per determinare se il leader ha raggiunto un obiettivo di apprendimento.

·         ASP - Active Server Page
Ambiente di programmazione che combina elementi HTML e scripting. Pagine web costruite con ASP possono cambiare dinamicamente in base all’input dell’utente.

·         Associazione (relationship)
Legame che stabilisce un legame e un’interazione tra due entità e, in ambito aziendale tra risorse.

·         Automazione
La ricerca, la progettazione, lo sviluppo, l’applicazione e i metodi che riguardano i processi e le macchine che sono in grado di elaborare dati, di eseguire attività  ripetitive o di muoversi in modo automatico e sequenziale, in base a delle istruzioni, al fine di migliorare la comunicazione, apportando maggiore efficacia ed efficienza ai processi aziendali.

·         Audioconferencing
 Per audioconferenza o teleconferenza, si intende la realizzazione di collegamenti telefonici simultanei tra persone dislocate in punti geografici diversi; possono essere integrati con collegamenti via fax e telematici (scambio di e-mail, forum, ecc.). L’audioconferenza può avere la valenza di una riunione, di un meeting, così come di un momento formativo (un tutor, o un esperto a distanza nell’ambito della formazione in rete che dialogano con un gruppo di allievi e questi tra di loro). A differenza della videoconferenza non prevede collegamenti video.

·         Authoring tool
Applicativo software per produrre materiale didattico interattivo. Gli strumenti di authoring consentono all’utente di creare moduli on-line aventi tutti le componenti di un corso: presentazioni, grafica, collegamenti, domande e tracce delle presentazioni dei partecipanti al corso.