Sulla piattaforma Life Learning disponibile il corso 'Bisogni educativi speciali (BES): didattiche e strumenti IT Innovativi per progetti educativi', all'indirizzo:
https://lifelearning.it/corso-online/corso-online-bisogni-educativi-speciali-bes-didattiche-e-strumenti-it-innovativi-per-progetti-educativi/
L’area dello svantaggio scolastico è molto più ampia di quella riferibile esplicitamente alla presenza di deficit. In ogni classe ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione per una varietà di ragioni: svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse. La Direttiva Ministeriale delinea e precisa la strategia della scuola italiana al fine di realizzare il diritto all’apprendimento per tutti gli alunni in situazioni di difficoltà. (Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 “Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica“).
Il Corso online “Bisogni Educativi Speciali (BES): Didattiche e Strumenti IT Innovativi per Progetti Educativi” offre un’ampia e vasta gamma di metodologie didattiche opportunamente coniugate con le nuove tecnologie, dalle quali i docenti potranno attingere per realizzare la programmazione delle loro attività didattiche.
Dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia rendono difficoltoso il percorso scolastico dell’alunno e richiedono un lavoro intenso e sinergico da parte degli addetti ai lavori. La legge n. 170 del 2010 assegna alle Istituzioni Scolastiche il compito di individuare forme didattiche e modalità di valutazione adeguate affinché gli alunni DSA possano raggiungere il successo scolastico e formativo. Gli strumenti didattici compensativi e le misure dispensative sono determinanti per il raggiungimento del successo e le Istituzioni Scolastiche hanno l’obbligo di garantirne l’utilizzo. E’ importante conoscere la normativa di riferimento e le innovazioni tecnologiche che consentono di realizzare un progetto educativo ‘speciale’, nel corso sarà dato ampio spazio ad entrambi gli aspetti.
Blog che si occupa delle dinamiche di gestione della conoscenza, legate ai nuovi scenari tecnologici (ICT). In particolare, gli argomenti trattati sono: innovazione della PA, innovazione dei processi didattici e di apprendimento, gestione della conoscenza aziendale, document management, knowledge management, information sharing.
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sabato 7 luglio 2018
Bisogni Educativi Speciali e innovazione didattica
martedì 10 dicembre 2013
Una scuola tecnologica ed inclusiva
Le persone affette da Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e Bisogni Educativi Specifici (BES) presentano numerose difficoltà nel loro percorso scolastico con effetti che, se non diagnosticati tempestivamente e non affrontati nel modo più adeguato, possono causare scarsa fiducia in sé stessi e bassa motivazione, fino a determinare situazioni critiche a livello psicologico.
Ecco perché diventa essenziale evitare in tutti i modi che l’esperienza scolastica venga vissuta negativamente, cercando di riconoscere precocemente i campanelli di allarme per poter intervenire al più presto. Oramai negli ultimi tempi la presenza in classe di alunni con DSA/BES non dovrebbe quasi più trovare impreparati insegnanti e famiglie, tuttavia restano ancora molti aspetti da approfondire. Ciò che diventa particolarmente necessaria è l’introduzione nella quotidianità scolastica, ora per ora, disciplina per disciplina, di adeguamenti metodologici efficaci che sono possibili solo laddove operano persone in possesso di un’adeguata formazione e di una solida cultura a cui attingere con padronanza. Molto importante è sicuramente l’apprendimento delle lingue straniere, come ribadito fortemente dal Consiglio di Lisbona nel 2002, poiché è ormai acquisito quanto il plurilinguismo favorisca la plasticità nel processo di costruzione della conoscenza. Tali processi però costituiscono una delle maggiori difficoltà che possono incontrare gli studenti con DSA.
Le nuove tecnologie sono senz’altro di aiuto, soprattutto per quanto concerne l’utilizzo di strumenti compensativi. L’uso della LIM, come il Tablet o l’e-book, con la presentazione grafica dell’informazione è di sicura efficacia, ma gli strumenti compensativi e dispensativi oramai riconosciuti anche per legge, non sono esaustivi e non si risolve tutto così. Particolare importanza riveste l’ambiente di apprendimento che si crea e le qualità personali dell’insegnante, quali la flessibilità, l’entusiasmi, la motivazione. Non è infatti sufficiente che l’insegnante sia solo dotto di competenze e conoscenze didattiche e linguistiche. Inoltre, è opportuno parlare di approccio metodologico, anziché di metodo, prendendo quanto di buono e valido ciascun metodo possa offrire. Un insegnamento efficace deve perciò essere a sua volta flessibile non rigidamente legato ad un metodo, ma riferito ad un’ampia gamma di metodologie (activity-based approach, audiovisual aids, storytelling, task-base approach, Total Physical Response, ecc.) di cui utilizzare le tecniche e strumenti da adattare alle esigenze e situazioni didattiche che si presentano, ai differenti stili e ritmi di apprendimento e, naturalmente, ai differenti contesti di riferimento.
Ecco perché diventa essenziale evitare in tutti i modi che l’esperienza scolastica venga vissuta negativamente, cercando di riconoscere precocemente i campanelli di allarme per poter intervenire al più presto. Oramai negli ultimi tempi la presenza in classe di alunni con DSA/BES non dovrebbe quasi più trovare impreparati insegnanti e famiglie, tuttavia restano ancora molti aspetti da approfondire. Ciò che diventa particolarmente necessaria è l’introduzione nella quotidianità scolastica, ora per ora, disciplina per disciplina, di adeguamenti metodologici efficaci che sono possibili solo laddove operano persone in possesso di un’adeguata formazione e di una solida cultura a cui attingere con padronanza. Molto importante è sicuramente l’apprendimento delle lingue straniere, come ribadito fortemente dal Consiglio di Lisbona nel 2002, poiché è ormai acquisito quanto il plurilinguismo favorisca la plasticità nel processo di costruzione della conoscenza. Tali processi però costituiscono una delle maggiori difficoltà che possono incontrare gli studenti con DSA.
Le nuove tecnologie sono senz’altro di aiuto, soprattutto per quanto concerne l’utilizzo di strumenti compensativi. L’uso della LIM, come il Tablet o l’e-book, con la presentazione grafica dell’informazione è di sicura efficacia, ma gli strumenti compensativi e dispensativi oramai riconosciuti anche per legge, non sono esaustivi e non si risolve tutto così. Particolare importanza riveste l’ambiente di apprendimento che si crea e le qualità personali dell’insegnante, quali la flessibilità, l’entusiasmi, la motivazione. Non è infatti sufficiente che l’insegnante sia solo dotto di competenze e conoscenze didattiche e linguistiche. Inoltre, è opportuno parlare di approccio metodologico, anziché di metodo, prendendo quanto di buono e valido ciascun metodo possa offrire. Un insegnamento efficace deve perciò essere a sua volta flessibile non rigidamente legato ad un metodo, ma riferito ad un’ampia gamma di metodologie (activity-based approach, audiovisual aids, storytelling, task-base approach, Total Physical Response, ecc.) di cui utilizzare le tecniche e strumenti da adattare alle esigenze e situazioni didattiche che si presentano, ai differenti stili e ritmi di apprendimento e, naturalmente, ai differenti contesti di riferimento.
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