Blog che si occupa delle dinamiche di gestione della conoscenza, legate ai nuovi scenari tecnologici (ICT). In particolare, gli argomenti trattati sono: innovazione della PA, innovazione dei processi didattici e di apprendimento, gestione della conoscenza aziendale, document management, knowledge management, information sharing.
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mercoledì 23 luglio 2014
In.Formazione – Bullismo a scuola
Un problema antico che fa sentire la sua eco nella società moderna, se si considera che l’uso di internet ha amplificato il fenomeno, dando vita al cosiddetto cyberbullismo, ovvero la possibilità da parte di quella fetta del mondo giovanile di mettere in atto una serie di atti prevaricatori attraverso l’uso del computer e del cellulare. La soluzione al problema, però, non va intesa solo come repressione di determinate condotte attraverso la punizione del colpevole, ma come consapevolezza di determinate responsabilità, che spesso sono attribuibili alle due agenzie educative per eccellenza: la famiglia e la scuola. Di fronte a diversi episodi di bullismo, la scuola e la famiglia hanno il dovere morale e giuridico di intervenire, altrimenti si delinea da parte dei genitori la cosiddetta ‘culpa in educando’ così come da parte degli insegnanti. Mentre da parte dell’amministrazione scolastica si delinea la cosiddetta ‘culpa in organizzando’.
Nel momento in cui i genitori affidano i figli alla scuola, non li esonera da responsabilità. Infatti, l’articolo 2048 del codice civile dispone che genitori sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori. Inoltre, lo studente, con l’iscrizione a scuola, acquisisce il diritto a ricevere un’adeguata e serena formazione e la scuola ha il preciso dovere di garantire tutto ciò. Si parla, a tal proposito, di responsabilità contrattuale. Perché vi sia responsabilità dell’insegnante l’atto illecito deve essere commesso durante il tempo in cui l’alunno è sottoposto alla sua vigilanza.
La Corte di Cassazione ha affermato l’esistenza di un rapporto giuridico tra studente e docente e, l’insegnante, oltra all’obbligo di istruire ed educare, ha anche uno specifico obbligo di protezione e sorveglianza.
Articolo tratto dalla rubrica 'In.Formazione' di Giano ForLab:
http://www.gianoforlab.it/in-formazione-bullismo-a-scuola/
venerdì 18 luglio 2014
In.Formazione - Terziario, l'ICT centrale per il settore
Uno studio della società InNova di Trieste promuove l'ICT italiano nel terziario. Cifre, limiti e opportunità per il futuro di un settore sempre più importante
Fare la spesa online, prenotare una camera d’albergo con un app mobile, confrontarsi su un forum con gli esperti di studi professionali. Questi e altri gesti stanno gradualmente entrando nella vita quotidiana degli italiani.
Guardandoli da un’altra prospettiva, ovvero da quella dei lavoratori e delle aziende, si può affermare che il settore terziario stia segnando sempre più l’economia italiana.
L’ICT in questo settore, etichettato anche come “Servizi innovativi alle imprese“, sta acquistando sempre più spazio. A dimostrarlo i dati presentati a fine marzo a Roma da InNova, società italiana di studi e ricerche, nelle vesti del professor Paolo Feltrin dell’Università di Trieste.
Ecco alcune tendenze e numeri estrapolati dallo studio.
Innanzitutto il processo di redistribuzione dell’occupazione nel terziario appare comune alle principali economie europee come la Gran Bretagna, la Francia e la Germania: diminuisce il peso di commercio, servizi tradizionali alle imprese e servizi pubblici a favore di uno sviluppo del turismo ma soprattutto dei servizi innovativi alle imprese.
In termini di valore aggiunto dei servizi in Italia (l'incremento del valore di una merce una volta che questa è uscita dal ciclo di produzione), nell’indice di variazione percentuale 2002-2012 si osserva una forte crescita delle attività finanziarie, cui si aggiungono alcuni servizi innovativi per le imprese (telecomunicazioni, in particolare) e servizi privati alle persone.
Tuttavia, alla crescita occupazionale avvenuta nel terziario non è legato un incremento generale del valore aggiunto determinando una contrazione della produttività del lavoro. Soprattutto nei settori più dinamici come l’ICT.
L’occupazione nel settore ICT ha segnato positivamente in particolar modo regioni come il Piemonte, la Lombardia, il Friuli Venezia Giulia e l’Emilia Romagna. Il dato riguardante i servizi innovativi alle imprese, insieme ai servizi privati alla persona, è comunque in aumento su base nazionale.
Rovescio della medaglia per quanto riguarda l’irregolarità dell’occupazione. Sul totale del settore servizi, il lavoro sommerso ha un tasso del 10,8%. Al suo interno, i servizi di informazione e comunicazione hanno un tasso del 13,3%, ovvero tra i più alti del settore insieme ai servizi domestici e alle attività artistiche e di intrattenimento.
Per quel che riguarda l’import-export, l’Italia, insieme alla Francia, è un Paese ancora troppo importatore secondo le elaborazioni dei dati Eurostat fatte da InNova. I servizi informatici contribuiscono solo il 2,4% sulla crescita totale dell’export italiano di servizi tra il 2002 e il 2012.
Buona la presenza femminile (46,3%). Altrettanto alta è la percentuale di lavoratrici part-time (25,6%) secondo i dati Istat aggiornati al 2012.
Chi lavora nel settore ICT, in pratica, ha un tasso di professionalizzazione più alto rispetto ai colleghi del settore servizi in generale.
I laureati sono particolarmente presenti tra i servizi innovativi e in quelli alla persona. Sul lungo periodo (2004-2012) cresce il contributo all’occupazione di diplomati e laureati.
In generale, nel settore ICT si prevedono assunzioni in gran parte legate alle high skills. Ma si prevede un ridotto numero di candidati e l’inadeguatezza dei candidati. Il tutto in linea con i dati europei forniti lo scorso dicembre dalla società tedesca Empirica per la Grand Coalition for Digital Jobs della Commissione europea.
Sembra proprio che oltre ai classici fattori produttivi (terra, lavoro e capitale), la partita si giochi sulla conoscenza. In particolare con un processo di apprendimento continuo dei lavoratori.
In questo processo di alimentazione della conoscenza, un ruolo fondamentale è svolto dai
Knowledge Intensive Business Services (KIBS), cioè società private di servizi a elevata
intensità di conoscenza.
In conclusione, possiamo dire che sarà sempre più necessaria un’interazione tra gli attori specializzati nella produzione e diffusione di conoscenza e i suoi utilizzatori.
Un’attenzione particolare merita il fenomeno della over education: livelli di istruzione più elevati rispetto alla professione svolta. Nel tempo i più giovani a parità di istruzione occuperanno professioni più basse.
http://www.sindacato-networkers.it/articolo.php?id_art=666
Articolo tratto dalla rubrica ‘In.formazione’ di Giano ForLab
http://www.gianoforlab.it/in-formazione-terziario-lict-centrale-per-il-settore/
Fare la spesa online, prenotare una camera d’albergo con un app mobile, confrontarsi su un forum con gli esperti di studi professionali. Questi e altri gesti stanno gradualmente entrando nella vita quotidiana degli italiani.
Guardandoli da un’altra prospettiva, ovvero da quella dei lavoratori e delle aziende, si può affermare che il settore terziario stia segnando sempre più l’economia italiana.
L’ICT in questo settore, etichettato anche come “Servizi innovativi alle imprese“, sta acquistando sempre più spazio. A dimostrarlo i dati presentati a fine marzo a Roma da InNova, società italiana di studi e ricerche, nelle vesti del professor Paolo Feltrin dell’Università di Trieste.
Ecco alcune tendenze e numeri estrapolati dallo studio.
Innanzitutto il processo di redistribuzione dell’occupazione nel terziario appare comune alle principali economie europee come la Gran Bretagna, la Francia e la Germania: diminuisce il peso di commercio, servizi tradizionali alle imprese e servizi pubblici a favore di uno sviluppo del turismo ma soprattutto dei servizi innovativi alle imprese.
In termini di valore aggiunto dei servizi in Italia (l'incremento del valore di una merce una volta che questa è uscita dal ciclo di produzione), nell’indice di variazione percentuale 2002-2012 si osserva una forte crescita delle attività finanziarie, cui si aggiungono alcuni servizi innovativi per le imprese (telecomunicazioni, in particolare) e servizi privati alle persone.
Tuttavia, alla crescita occupazionale avvenuta nel terziario non è legato un incremento generale del valore aggiunto determinando una contrazione della produttività del lavoro. Soprattutto nei settori più dinamici come l’ICT.
L’occupazione nel settore ICT ha segnato positivamente in particolar modo regioni come il Piemonte, la Lombardia, il Friuli Venezia Giulia e l’Emilia Romagna. Il dato riguardante i servizi innovativi alle imprese, insieme ai servizi privati alla persona, è comunque in aumento su base nazionale.
Rovescio della medaglia per quanto riguarda l’irregolarità dell’occupazione. Sul totale del settore servizi, il lavoro sommerso ha un tasso del 10,8%. Al suo interno, i servizi di informazione e comunicazione hanno un tasso del 13,3%, ovvero tra i più alti del settore insieme ai servizi domestici e alle attività artistiche e di intrattenimento.
Per quel che riguarda l’import-export, l’Italia, insieme alla Francia, è un Paese ancora troppo importatore secondo le elaborazioni dei dati Eurostat fatte da InNova. I servizi informatici contribuiscono solo il 2,4% sulla crescita totale dell’export italiano di servizi tra il 2002 e il 2012.
Buona la presenza femminile (46,3%). Altrettanto alta è la percentuale di lavoratrici part-time (25,6%) secondo i dati Istat aggiornati al 2012.
Chi lavora nel settore ICT, in pratica, ha un tasso di professionalizzazione più alto rispetto ai colleghi del settore servizi in generale.
I laureati sono particolarmente presenti tra i servizi innovativi e in quelli alla persona. Sul lungo periodo (2004-2012) cresce il contributo all’occupazione di diplomati e laureati.
In generale, nel settore ICT si prevedono assunzioni in gran parte legate alle high skills. Ma si prevede un ridotto numero di candidati e l’inadeguatezza dei candidati. Il tutto in linea con i dati europei forniti lo scorso dicembre dalla società tedesca Empirica per la Grand Coalition for Digital Jobs della Commissione europea.
Sembra proprio che oltre ai classici fattori produttivi (terra, lavoro e capitale), la partita si giochi sulla conoscenza. In particolare con un processo di apprendimento continuo dei lavoratori.
In questo processo di alimentazione della conoscenza, un ruolo fondamentale è svolto dai
Knowledge Intensive Business Services (KIBS), cioè società private di servizi a elevata
intensità di conoscenza.
In conclusione, possiamo dire che sarà sempre più necessaria un’interazione tra gli attori specializzati nella produzione e diffusione di conoscenza e i suoi utilizzatori.
Un’attenzione particolare merita il fenomeno della over education: livelli di istruzione più elevati rispetto alla professione svolta. Nel tempo i più giovani a parità di istruzione occuperanno professioni più basse.
http://www.sindacato-networkers.it/articolo.php?id_art=666
Articolo tratto dalla rubrica ‘In.formazione’ di Giano ForLab
http://www.gianoforlab.it/in-formazione-terziario-lict-centrale-per-il-settore/
venerdì 11 luglio 2014
In. Formazione - Scuola, presentato al Miur il Rapporto nazionale Invalsi 2014
Un divario tra le regioni che si fa meno marcato e istituti tecnici che recuperano terreno sui licei, soprattutto per la matematica. Sono solo due dei principali dati emersi dalle rilevazioni Invalsi 2014, l’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione che monitora annualmente i livelli di apprendimento degli alunni italiani relativamente alla comprensione della lettura e alla matematica. Il Rapporto nazionale, per l’anno scolastico 2013/2014, è stato presentato questa mattina presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. “Le prove Invalsi ci restituiscono una fotografia molto chiara dei nostri studenti”, ha sottolineato il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini, aggiungendo pure che “il test, completato da altri due strumenti come l’autovalutazione e grazie a un sistema di ispezione, cioè di valutazione esterna, rappresenta una solida base di partenza per capire i punti di forza e di debolezza, e quindi, rafforzare i primi e demolire i secondi. La valutazione – ha sostenuto il ministro – si deve collegare al miglioramento, altrimenti diventa un esercizio scientifico”.
A presentare il Rapporto 2014 il presidente dell’Invalsi Anna Maria Ajello, il responsabile dell’Area Prove, Laura Palmerio, il dirigente di Ricerca, Roberto Ricci e Paolo Mazzoli, direttore generale. I lavori sono stati aperti dal sottosegretario Roberto Reggi.
Le rilevazioni Invalsi, prove oggettivamente standardizzate, vengono effettuate nelle classi II e V primaria, nella classe II della scuola secondaria di primo grado (valgono anche per la prova nazionale di Licenza media) e nella II classe della scuola secondaria di secondo grado. Le scuole coinvolte sono circa 13.200, mentre 122.016 le classi interessate e 2.287.745 gli studenti che hanno sostenuto i test. Il campionamento delle scuole, statisticamente significativo, è stato effettuato su base regionale.
Sul sito dell’Invalsi (www.invalsi.it) il Rapporto completo delle Rilevazioni nazionali degli apprendimenti 2014.
Articolo tratto da:
http://www.gianoforlab.it/in-formazione-scuola-presentato-al-miur-il-rapporto-nazionale-invalsi-2014/
A presentare il Rapporto 2014 il presidente dell’Invalsi Anna Maria Ajello, il responsabile dell’Area Prove, Laura Palmerio, il dirigente di Ricerca, Roberto Ricci e Paolo Mazzoli, direttore generale. I lavori sono stati aperti dal sottosegretario Roberto Reggi.
Le rilevazioni Invalsi, prove oggettivamente standardizzate, vengono effettuate nelle classi II e V primaria, nella classe II della scuola secondaria di primo grado (valgono anche per la prova nazionale di Licenza media) e nella II classe della scuola secondaria di secondo grado. Le scuole coinvolte sono circa 13.200, mentre 122.016 le classi interessate e 2.287.745 gli studenti che hanno sostenuto i test. Il campionamento delle scuole, statisticamente significativo, è stato effettuato su base regionale.
Sul sito dell’Invalsi (www.invalsi.it) il Rapporto completo delle Rilevazioni nazionali degli apprendimenti 2014.
Articolo tratto da:
http://www.gianoforlab.it/in-formazione-scuola-presentato-al-miur-il-rapporto-nazionale-invalsi-2014/
giovedì 26 giugno 2014
In.Formazione - L’ITALIA nei dati OCSE-TALIS 2013
Risultati chiave dall’Indagine Internazionale sull’Insegnamento e Apprendimento (TALIS)
Gli insegnanti in ITALIA sono soddisfatti del loro lavoro e sentono di riuscire a motivare gli studenti anche nei contesti più difficili. Pensano tuttavia che l’insegnamento non sia valorizzato nella società L’87 % dei docenti Italiani di secondaria di I grado ha fiducia nelle proprie capacità di saper motivare gli studenti che hanno scarso interesse per le attività scolastiche (70% Paesi TALIS, 71% Paesi UE); il 98% sente di saper portare gli studenti a credere nelle loro capacità di raggiungere buoni risultati (86% Paesi TALIS). La grande maggioranza degli insegnanti italiani (94%) afferma che tutto sommato è soddisfatta del proprio lavoro (91% media Paesi TALIS).
In contrasto con queste dichiarazioni, l’88% degli insegnanti italiani percepisce che l’insegnamento è scarsamente valorizzato nella società (69% Paesi TALIS, 81% Paesi UE), percezione condivisa dal 92% dei nostri dirigenti scolastici (56% Paesi TALIS). Invece, in Finlandia, nei Paesi Bassi, Singapore e Alberta (Canada) una percentuale tra 40-68% dei docenti sente che l’insegnamento è adeguatamente valorizzato. Questa percezione negativa sembra diminuire allorché aumenta la partecipazione degli insegnanti ai processi decisionali a livello di scuola.
Gli insegnanti italiani riportano bassi livelli di sostegno e scarsi incentivi alla loro partecipazione ad attività di sviluppo professionale, ma esprimono un forte bisogno di formazione sulle TICLa partecipazione alle attività di sviluppo professionale degli insegnanti italiani in TALIS2013 è una delle più basse tra i paesi partecipanti all’indagine (75% Italia, 88% media TALIS), con un calo di 10% punti percentuali rispetto al 2008. Altrettanto bassa la percentuale dei docenti che riportano di aver potuto usufruire di opportunità di sostegno allo sviluppo professionale nel periodo di riferimento. Tra gli ostacoli alla partecipazione, il problema della mancanza di incentivi è avvertito da oltre l’80% dei docenti.
La formazione sulle TIC è diventata una questione di assoluto rilievo per gli insegnanti italiani. E’ ai primi posti nelle attività di sviluppo professionale svolte nei 12 mesi precedenti l’indagine. E’ uno dei bisogni formativi più segnalati dai docenti, sia con riguardo alle competenze per l’uso didattico di queste tecnologie, sia per l’uso delle TIC nel contesto lavorativo.
Aumentare la partecipazione dei docenti ad alcuni tipi di attività di sviluppo professionale può favorire l’uso da parte loro di pratiche didattiche innovativedocenti italiani, pur utilizzando un’ampia gamma di metodi di valutazione degli studenti, in modo simile ai colleghi dei Paesi TALIS, ricorrono prevalentemente all’interrogazione davanti a tutta la classe come principale modalità di valutazione degli studenti (80% Italia, 49% Paesi TALIS).
L’appartenenza attiva a una rete d’insegnanti come opportunità di sviluppo professionale può essere un modo per favorire l'uso di diverse pratiche di insegnamento. Gli insegnanti italiani che hanno partecipato a queste attività di networking sono risultati più propensi a utilizzare le TIC e a far lavorare gli studenti su attività progettuali.
Una minoranza di insegnanti in ITALIA riceve una valutazione formale del proprio operato, anche se oltre la metà dichiara di ricevere forme di feedback da una o più fontiIn Italia si conferma che non sono praticati sistemi di valutazione formale del lavoro degli insegnanti. Solo il 30% degli insegnanti lavora in scuole dove i dirigenti riportano la pratica di una qualche valutazione formale (vs il 93% dei docenti dei Paesi TALIS). Oltre all’Italia sono privi di sistemi di valutazione anche Finlandia e Svezia.
A livello informale, il 57% dei docenti dichiara di aver ricevuto una qualche forma di feedback da una o più fonti nella scuola in cui lavorano (vs 88% dei docenti dei Paesi TALIS)
ALTRI DATI IN BREVE
- Il corpo insegnante italiano è decisamente più femminilizzato rispetto alla media internazionale. Infatti, con il 79% di donne insegnanti l’Italia si colloca al quinto posto nella graduatoria complessiva del tasso di femminilizzazione. Se poi si considerano solo i paesi più industrializzati, il corpo docente italiano è quello più femminilizzato.
- Nell’ambito dei 33 paesi TALIS, l’Italia detiene il primato della classe insegnante più anziana (6 anni in più rispetto alla media TALIS). Alla maggiore anzianità media fa da contrappeso un maggior patrimonio di esperienza professionale. Gli insegnanti italiani hanno in media 20 anni di esperienza di insegnamento.
- In linea con gli altri paesi, la maggior parte dei nostri docenti ha condotto studi di livello universitario. Più distante dalla media internazionale, invece, il dato che si riferisce alla formazione specifica finalizzata all’insegnamento (79% Italia vs 90% nei Paesi TALIS). Inoltre, una quota consistente dei nostri docenti di secondaria di I grado è entrata nell’insegnamento senza aver ricevuto una specifica formazione nella pratica didattica in una o più delle materie insegnate ( 52% Italia vs 11% Paesi TALIS).
- La percentuale degli insegnanti italiani con contratto a tempo indeterminato che riporta la partecipazione a un programma formale di avvio alla professione in occasione del primo rapporto regolare di lavoro è sopra la media TALIS (59 % Italia; 49% Paesi TALIS), mentre è molto più bassa rispetto alla media TALIS, la percentuale dei docenti a tempo determinato che avrebbe fruito di questa opportunità formativa (9 % Italia; 46% Paesi TALIS).
- I docenti italiani lavorano in scuole di dimensioni mediamente più grandi rispetto alla situazione tipo dei paesi TALIS. A fronte di queste maggiori dimensioni in termini di studenti e insegnanti, le scuole registrano un numero medio di personale non docente uguale alla media TALIS (24 unità). In particolare emerge nelle nostre scuole la carenza di personale di supporto alla didattica. In Italia c’è 1 unità di personale di supporto alla didattica ogni 60 docenti, mentre per la media TALIS il rapporto è 1 a 14.
- La proporzione del tempo che i dirigenti scolastici italiani dicono di impiegare nelle attività di carattere burocratico-amministrativo è inferiore alla media TALIS (36% Italia; 41% Paesi TALIS ). Tuttavia, rispetto al ‘dirigente medio TALIS’, i nostri dirigenti scolastici dichiarano di dedicare una quota maggiore del loro tempo ad attività legate alla gestione del curricolo e della didattica (25% Italia; 21% Paesi TALIS).
- La partecipazione dichiarata alle attività di sviluppo professionale (SP) da parte dei dirigenti scolastici è piuttosto alta: solo il 5,4% dei DS negli ultimi 12 mesi non ha partecipato ad alcuna attività specifica di SP, contro una media TALIS di 9,5%. Quasi tutti i DS italiani, quindi, affermano di partecipare ad attività di SP soprattutto in corsi di formazione, conferenze e visite professionali (93% Italia; 83%TALIS) per una media di 9 giorni l’anno, più bassa della media TALIS di 13 giornate.
Articolo tratto dalla rubrica 'In.Formazione' di Giano ForLab
http://www.gianoforlab.it/in-formazione-litalia-nei-dati-ocse-talis-2013/
Gli insegnanti in ITALIA sono soddisfatti del loro lavoro e sentono di riuscire a motivare gli studenti anche nei contesti più difficili. Pensano tuttavia che l’insegnamento non sia valorizzato nella società L’87 % dei docenti Italiani di secondaria di I grado ha fiducia nelle proprie capacità di saper motivare gli studenti che hanno scarso interesse per le attività scolastiche (70% Paesi TALIS, 71% Paesi UE); il 98% sente di saper portare gli studenti a credere nelle loro capacità di raggiungere buoni risultati (86% Paesi TALIS). La grande maggioranza degli insegnanti italiani (94%) afferma che tutto sommato è soddisfatta del proprio lavoro (91% media Paesi TALIS).
In contrasto con queste dichiarazioni, l’88% degli insegnanti italiani percepisce che l’insegnamento è scarsamente valorizzato nella società (69% Paesi TALIS, 81% Paesi UE), percezione condivisa dal 92% dei nostri dirigenti scolastici (56% Paesi TALIS). Invece, in Finlandia, nei Paesi Bassi, Singapore e Alberta (Canada) una percentuale tra 40-68% dei docenti sente che l’insegnamento è adeguatamente valorizzato. Questa percezione negativa sembra diminuire allorché aumenta la partecipazione degli insegnanti ai processi decisionali a livello di scuola.
Gli insegnanti italiani riportano bassi livelli di sostegno e scarsi incentivi alla loro partecipazione ad attività di sviluppo professionale, ma esprimono un forte bisogno di formazione sulle TICLa partecipazione alle attività di sviluppo professionale degli insegnanti italiani in TALIS2013 è una delle più basse tra i paesi partecipanti all’indagine (75% Italia, 88% media TALIS), con un calo di 10% punti percentuali rispetto al 2008. Altrettanto bassa la percentuale dei docenti che riportano di aver potuto usufruire di opportunità di sostegno allo sviluppo professionale nel periodo di riferimento. Tra gli ostacoli alla partecipazione, il problema della mancanza di incentivi è avvertito da oltre l’80% dei docenti.
La formazione sulle TIC è diventata una questione di assoluto rilievo per gli insegnanti italiani. E’ ai primi posti nelle attività di sviluppo professionale svolte nei 12 mesi precedenti l’indagine. E’ uno dei bisogni formativi più segnalati dai docenti, sia con riguardo alle competenze per l’uso didattico di queste tecnologie, sia per l’uso delle TIC nel contesto lavorativo.
Aumentare la partecipazione dei docenti ad alcuni tipi di attività di sviluppo professionale può favorire l’uso da parte loro di pratiche didattiche innovativedocenti italiani, pur utilizzando un’ampia gamma di metodi di valutazione degli studenti, in modo simile ai colleghi dei Paesi TALIS, ricorrono prevalentemente all’interrogazione davanti a tutta la classe come principale modalità di valutazione degli studenti (80% Italia, 49% Paesi TALIS).
L’appartenenza attiva a una rete d’insegnanti come opportunità di sviluppo professionale può essere un modo per favorire l'uso di diverse pratiche di insegnamento. Gli insegnanti italiani che hanno partecipato a queste attività di networking sono risultati più propensi a utilizzare le TIC e a far lavorare gli studenti su attività progettuali.
Una minoranza di insegnanti in ITALIA riceve una valutazione formale del proprio operato, anche se oltre la metà dichiara di ricevere forme di feedback da una o più fontiIn Italia si conferma che non sono praticati sistemi di valutazione formale del lavoro degli insegnanti. Solo il 30% degli insegnanti lavora in scuole dove i dirigenti riportano la pratica di una qualche valutazione formale (vs il 93% dei docenti dei Paesi TALIS). Oltre all’Italia sono privi di sistemi di valutazione anche Finlandia e Svezia.
A livello informale, il 57% dei docenti dichiara di aver ricevuto una qualche forma di feedback da una o più fonti nella scuola in cui lavorano (vs 88% dei docenti dei Paesi TALIS)
ALTRI DATI IN BREVE
- Il corpo insegnante italiano è decisamente più femminilizzato rispetto alla media internazionale. Infatti, con il 79% di donne insegnanti l’Italia si colloca al quinto posto nella graduatoria complessiva del tasso di femminilizzazione. Se poi si considerano solo i paesi più industrializzati, il corpo docente italiano è quello più femminilizzato.
- Nell’ambito dei 33 paesi TALIS, l’Italia detiene il primato della classe insegnante più anziana (6 anni in più rispetto alla media TALIS). Alla maggiore anzianità media fa da contrappeso un maggior patrimonio di esperienza professionale. Gli insegnanti italiani hanno in media 20 anni di esperienza di insegnamento.
- In linea con gli altri paesi, la maggior parte dei nostri docenti ha condotto studi di livello universitario. Più distante dalla media internazionale, invece, il dato che si riferisce alla formazione specifica finalizzata all’insegnamento (79% Italia vs 90% nei Paesi TALIS). Inoltre, una quota consistente dei nostri docenti di secondaria di I grado è entrata nell’insegnamento senza aver ricevuto una specifica formazione nella pratica didattica in una o più delle materie insegnate ( 52% Italia vs 11% Paesi TALIS).
- La percentuale degli insegnanti italiani con contratto a tempo indeterminato che riporta la partecipazione a un programma formale di avvio alla professione in occasione del primo rapporto regolare di lavoro è sopra la media TALIS (59 % Italia; 49% Paesi TALIS), mentre è molto più bassa rispetto alla media TALIS, la percentuale dei docenti a tempo determinato che avrebbe fruito di questa opportunità formativa (9 % Italia; 46% Paesi TALIS).
- I docenti italiani lavorano in scuole di dimensioni mediamente più grandi rispetto alla situazione tipo dei paesi TALIS. A fronte di queste maggiori dimensioni in termini di studenti e insegnanti, le scuole registrano un numero medio di personale non docente uguale alla media TALIS (24 unità). In particolare emerge nelle nostre scuole la carenza di personale di supporto alla didattica. In Italia c’è 1 unità di personale di supporto alla didattica ogni 60 docenti, mentre per la media TALIS il rapporto è 1 a 14.
- La proporzione del tempo che i dirigenti scolastici italiani dicono di impiegare nelle attività di carattere burocratico-amministrativo è inferiore alla media TALIS (36% Italia; 41% Paesi TALIS ). Tuttavia, rispetto al ‘dirigente medio TALIS’, i nostri dirigenti scolastici dichiarano di dedicare una quota maggiore del loro tempo ad attività legate alla gestione del curricolo e della didattica (25% Italia; 21% Paesi TALIS).
- La partecipazione dichiarata alle attività di sviluppo professionale (SP) da parte dei dirigenti scolastici è piuttosto alta: solo il 5,4% dei DS negli ultimi 12 mesi non ha partecipato ad alcuna attività specifica di SP, contro una media TALIS di 9,5%. Quasi tutti i DS italiani, quindi, affermano di partecipare ad attività di SP soprattutto in corsi di formazione, conferenze e visite professionali (93% Italia; 83%TALIS) per una media di 9 giorni l’anno, più bassa della media TALIS di 13 giornate.
Articolo tratto dalla rubrica 'In.Formazione' di Giano ForLab
http://www.gianoforlab.it/in-formazione-litalia-nei-dati-ocse-talis-2013/
lunedì 16 giugno 2014
In.Formazione - Convegno "Piccole scuole crescono"
L’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa (Indire) organizza il prossimo 27 giugno, presso l’Auditorium Antonianum (Roma), dalle ore 10.00 alle ore 13.30, il convegno “Piccole scuole crescono – Trame sociali in rete. Possibili scenari per superare l’isolamento”. Scopo dell’iniziativa è promuovere e divulgare esperienze di didattica a distanza in realtà scolastiche isolate geograficamente e limitate dalla contrazione del numero di studenti.
Il convegno si innesta nel percorso di ricerca che l’Indire sta compiendo da anni nell’ambito della didattica a distanza per le scuole delle piccole isole, seguendo le attività di scuole situate in realtà isolate come ad esempio Marettimo, Lampedusa, la rete di scuole dell’Appennino toscano (progetto Errequadro) e la rete delle scuole della Liguria con capofila l’Istituto Comprensivo di Sassello (Savona). Oltre a queste realtà, ne esistono molte altre che sperimentano differenti modelli e metodologie per superare l’isolamento e che, attraverso un confronto, potrebbero potenziare l’esperienza fatta per trasformare la scuola in un punto di riferimento per il territorio e in un volano per l’innovazione locale.
In questa sede, l’Indire presenterà esperienze di eccellenza, già seguite da Indire, che si rifanno a 2 possibili scenari: “La didattica condivisa”, prevede l’uso quotidiano della videoconferenza tra due o più classi appartenenti a istituzioni scolastiche diverse. Nelle piccole scuole infatti si assiste al fenomeno di un numero ridotto di studenti che vengono raggruppati in pluriclassi. La lezione condivisa favorisce lo scambio di esperienze e garantisce tutti gli insegnamenti disciplinari.
“Un ambiente di apprendimento allargato”: in questo caso una o più classi lavorano a un progetto disciplinare comune e organizzano incontri periodici tra docenti, studenti e/o esperti che possono fare uso anche di videoconferenze così come di altri setting tecnologici dipendenti dal tipo di progetto. Il primo e secondo scenario possono essere attivati da scuole secondarie di I e II grado.
Si tratta di 2 scenari che permettono di:
Assicurare l’accesso a un’istruzione di qualità a prescindere dalla collocazione geografica della scuola e dei disagi connessi.
Arricchire l’ambiente di apprendimento con occasioni di didattica condivisa e di socializzazione. Superare l’isolamento degli insegnanti.
Fare un buon uso delle tecnologie per la collaborazione e lo sviluppo di abilità cognitive e sociali.
Mantenere aperte le piccole scuole a rischio di chiusura grazie ad un uso intelligente delle tecnologie.
Rompere l’isolamento e allargare l’ambiente sociale di apprendimento.
Il convegno vuole essere una prima occasione di condivisione delle esperienze e di riflessione sui vantaggi e sulle criticità che stanno dietro a questi scenari. Le realtà che vivono l’isolamento come un ostacolo avranno l’opportunità di dialogare e confrontarsi con le scuole che già lavorano in rete!
Rubrica In.Formazione di Giano ForLab
http://www.gianoforlab.it/in-formazione-convegno-piccole-scuole-crescono/
Il convegno si innesta nel percorso di ricerca che l’Indire sta compiendo da anni nell’ambito della didattica a distanza per le scuole delle piccole isole, seguendo le attività di scuole situate in realtà isolate come ad esempio Marettimo, Lampedusa, la rete di scuole dell’Appennino toscano (progetto Errequadro) e la rete delle scuole della Liguria con capofila l’Istituto Comprensivo di Sassello (Savona). Oltre a queste realtà, ne esistono molte altre che sperimentano differenti modelli e metodologie per superare l’isolamento e che, attraverso un confronto, potrebbero potenziare l’esperienza fatta per trasformare la scuola in un punto di riferimento per il territorio e in un volano per l’innovazione locale.
In questa sede, l’Indire presenterà esperienze di eccellenza, già seguite da Indire, che si rifanno a 2 possibili scenari: “La didattica condivisa”, prevede l’uso quotidiano della videoconferenza tra due o più classi appartenenti a istituzioni scolastiche diverse. Nelle piccole scuole infatti si assiste al fenomeno di un numero ridotto di studenti che vengono raggruppati in pluriclassi. La lezione condivisa favorisce lo scambio di esperienze e garantisce tutti gli insegnamenti disciplinari.
“Un ambiente di apprendimento allargato”: in questo caso una o più classi lavorano a un progetto disciplinare comune e organizzano incontri periodici tra docenti, studenti e/o esperti che possono fare uso anche di videoconferenze così come di altri setting tecnologici dipendenti dal tipo di progetto. Il primo e secondo scenario possono essere attivati da scuole secondarie di I e II grado.
Si tratta di 2 scenari che permettono di:
Assicurare l’accesso a un’istruzione di qualità a prescindere dalla collocazione geografica della scuola e dei disagi connessi.
Arricchire l’ambiente di apprendimento con occasioni di didattica condivisa e di socializzazione. Superare l’isolamento degli insegnanti.
Fare un buon uso delle tecnologie per la collaborazione e lo sviluppo di abilità cognitive e sociali.
Mantenere aperte le piccole scuole a rischio di chiusura grazie ad un uso intelligente delle tecnologie.
Rompere l’isolamento e allargare l’ambiente sociale di apprendimento.
Il convegno vuole essere una prima occasione di condivisione delle esperienze e di riflessione sui vantaggi e sulle criticità che stanno dietro a questi scenari. Le realtà che vivono l’isolamento come un ostacolo avranno l’opportunità di dialogare e confrontarsi con le scuole che già lavorano in rete!
Rubrica In.Formazione di Giano ForLab
http://www.gianoforlab.it/in-formazione-convegno-piccole-scuole-crescono/
martedì 27 maggio 2014
In.Formazione – Ancora qualche giorno per la rottamazione delle cartelle pagamento 2014
Equitalia aggiorna il calendario dopo l’ennesima proroga alla ‘rottamazione delle cartelle’, per effetto delle modifiche normative introdotte dalla legge 68/2014, di conversione del decreto legge n. 16/2014. A seguito del suddetto intervento legislativo, per la definizione agevolata delle cartelle si avrà tempo ancora per qualche giorno, fino al 31 maggio 2014, per beneficiare dello stralcio degli interessi di mora (che maturano dalla data di notifica della cartella in caso di mancato pagamento delle somme entro i 60 giorni previsti) e degli interessi per ritardata iscrizione a ruolo (che decorrono dalla scadenza del termine previsto per il versamento dell’imposta fino alla data di consegna all’agente della riscossione dei ruoli). Non tutti gli importi possono essere ammessi alla definizione agevolata dei ruoli: le entrate erariali, come l’Irpef e l’IVA, beneficiano infatti integralmente dello stralcio degli interessi, mentre per le entrate non erariali, come il bollo dell’auto e le multe per violazione al codice della strada, l’agevolazione è limitata agli interessi di mora.
Sono invece espressamente escluse dalla previsione le somme dovute per effetto di sentenze di condanna della Corte dei Conti, i contributi richiesti dagli enti previdenziali (Inps, Inail), i tributi locali non riscossi da Equitalia e le richieste di pagamento di enti diversi da quelli ammessi.
Chi sceglie di aderire dovrà versare in un’unica soluzione il restante importo del debito, l’aggio, le spese di notifica e quelle per eventuali procedure attivate. Equitalia invierà, entro il prossimo 31 ottobre, mediante posta ordinaria, una comunicazione di avvenuta estinzione del debito ai contribuenti che avranno pagato nei termini previsti.
È possibile effettuare il versamento in tutti gli sportelli di Equitalia, negli uffici postali tramite bollettino F35, indicando nel campo ‘Eseguito da’, oltre ai dati personali, anche la dicitura ‘Definizione ruoli – L.S. 2014’.
Articolo tratto dalla rubrica 'In.Formazione' di giano ForLab:
http://www.gianoforlab.it/in-formazione-ancora-qualche-giorno-per-la-rottamazione-delle-cartelle-pagamento-2014/
Sono invece espressamente escluse dalla previsione le somme dovute per effetto di sentenze di condanna della Corte dei Conti, i contributi richiesti dagli enti previdenziali (Inps, Inail), i tributi locali non riscossi da Equitalia e le richieste di pagamento di enti diversi da quelli ammessi.
Chi sceglie di aderire dovrà versare in un’unica soluzione il restante importo del debito, l’aggio, le spese di notifica e quelle per eventuali procedure attivate. Equitalia invierà, entro il prossimo 31 ottobre, mediante posta ordinaria, una comunicazione di avvenuta estinzione del debito ai contribuenti che avranno pagato nei termini previsti.
È possibile effettuare il versamento in tutti gli sportelli di Equitalia, negli uffici postali tramite bollettino F35, indicando nel campo ‘Eseguito da’, oltre ai dati personali, anche la dicitura ‘Definizione ruoli – L.S. 2014’.
Articolo tratto dalla rubrica 'In.Formazione' di giano ForLab:
http://www.gianoforlab.it/in-formazione-ancora-qualche-giorno-per-la-rottamazione-delle-cartelle-pagamento-2014/
venerdì 23 maggio 2014
In.Formazione – Attestato energetico e locazioni
L’Attestato di Prestazione Energetica (APE) non deve più essere allegato ai contratti di locazione per singole unità immobiliari ma, il locatore dovrà informare il conduttore sulla prestazione energetica dell’immobile e dovrà altresì mettere a disposizione dello stesso attestato, sia dall’inizio delle trattative.
Rimangono, invece, soggette all’obbligo di allegazione le locazioni di interi edifici e i trasferimenti a titolo oneroso. Pertanto, l’immobile comunque deve essere dotato dell’attestato di prestazione energetica e gli obblighi del locatore si tradurranno in una clausola del contratto, con il quale il conduttore attesta di avere ricevuto la documentazione e le informazioni relative. Le sanzioni previste sono particolarmente importanti, oscillano da un minimo di mille euro a un massimo di quattromila euro.
A seguito dell’irrogazione della sanzione, risulterà inoltre necessario provvedere agli obblighi di attestazione, in quanto, ovviamente, non può ritenersi che il pagamento della sanzione assuma il carattere di sanatoria.
Per i contratti stipulati dopo il 4 agosto, per i quali era prevista la nullità del contratto, quale sanzione per la mancata allegazione dell’APE, è eventualmente consentita la sanatoria.
Una delle parti (o un loro avente causa) può infatti richiedere la sanatoria pagando una sanzione amministrativa. Nel decreto legge 145/2013 non sono tuttavia precisate le modalità per procedere alla sanatoria: sul punto è auspicabile che intervenga quanto prima una circolare di riferimento.
Articolo tratto dalla rubrica ‘In.Formazione’ di Giano ForLab
http://www.gianoforlab.it/in-formazione-attestato-energetico-e-locazioni/
Rimangono, invece, soggette all’obbligo di allegazione le locazioni di interi edifici e i trasferimenti a titolo oneroso. Pertanto, l’immobile comunque deve essere dotato dell’attestato di prestazione energetica e gli obblighi del locatore si tradurranno in una clausola del contratto, con il quale il conduttore attesta di avere ricevuto la documentazione e le informazioni relative. Le sanzioni previste sono particolarmente importanti, oscillano da un minimo di mille euro a un massimo di quattromila euro.
A seguito dell’irrogazione della sanzione, risulterà inoltre necessario provvedere agli obblighi di attestazione, in quanto, ovviamente, non può ritenersi che il pagamento della sanzione assuma il carattere di sanatoria.
Per i contratti stipulati dopo il 4 agosto, per i quali era prevista la nullità del contratto, quale sanzione per la mancata allegazione dell’APE, è eventualmente consentita la sanatoria.
Una delle parti (o un loro avente causa) può infatti richiedere la sanatoria pagando una sanzione amministrativa. Nel decreto legge 145/2013 non sono tuttavia precisate le modalità per procedere alla sanatoria: sul punto è auspicabile che intervenga quanto prima una circolare di riferimento.
Articolo tratto dalla rubrica ‘In.Formazione’ di Giano ForLab
http://www.gianoforlab.it/in-formazione-attestato-energetico-e-locazioni/
domenica 18 maggio 2014
In.Formazione - Appuntamento con Forum PA 2014
Tre giorni dedicati alle amministrazioni, alla politica, alla cittadinanza attiva, per dare concretezza ai progetti pensati per migliorare l’Italia, tramite seminari, “non-conferenze” e laboratori mobili. Gli argomenti su cui si dibatterà nel corso degli incontri di formazione e aggiornamento offerti sono: Riforma della PA, Programmazione europea, PA digitale, Crescita e revisione della spesa, Open government, Sviluppo del tessuto imprenditoriale. Questi gli obiettivi di Forum PA 2014, che avrà luogo a Roma presso il Palazzo dei congressi sito in Piazza J.F. Kennedy n. 1 dal 27/05/2014 al 29/05/2014. Il programma è ambizioso e la manifestazione sarà il luogo dove politica, amministrazioni, imprese e cittadinanza attiva saranno chiamate a prendere impegni precisi e a presentare soluzioni concrete verso l’innovazione e la costruzione del modello di Paese che vogliamo. Pubbliche Amministrazioni e imprese potranno organizzare seminari di formazione rivolti a pubblici specifici: dirigenti e funzionari pubblici, imprese e cittadini. L’obiettivo è quello di fornire ai partecipanti sapere utile per l’innovazione nella propria organizzazione. I seminari, organizzati dai partner nei propri spazi espositivi o in salette dedicate, verranno promossi nel programma ufficiale della manifestazione.
Sei gli obiettivi individuati come prioritari, due di sistema e quattro verticali, sui cui verranno organizzati i lavori: Riforma della PA, Programmazione europea, PA digitale, Crescita e revisione della spesa, Open government, Sviluppo del tessuto imprenditoriale. Innumerevoli gli appuntamenti congressuali organizzati e sviluppati intorno alle sei aree tematiche selezionate per questa edizione: le sei grandi conferenze di scenario con i decisori di Governo, i convegni istituzionali con i vertici delle Amministrazioni specifici su singoli temi, i tavoli ristretti di confronto tra amministrazioni ed imprese per rilanciare la partnership pubblico-privato. Politica, amministrazioni, imprese e cittadinanza attiva saranno chiamati a prendere impegni precisi e misurabili e, soprattutto, a presentare soluzioni concrete per l’innovazione e la costruzione del modello di Paese che vogliamo.
Ciascuno dei sei obiettivi verrà approfondito in un una grande conferenza dedicata, che coinvolgerà i vertici politici e i massimi dirigenti di PA e imprese, e in una serie di incontri tecnici, workshop formativi, eventi di networking e lavoro collaborativo che comporranno il programma congressuale. Ma FORUM PA 2014 è anche il più grande evento di formazione gratuito del nostro Paese, in cui i dipendenti e funzionari pubblici e le centinaia di professionisti, studenti e cittadini che ogni anno partecipano, possono trovare occasioni di crescita e di sviluppo delle proprie competenze.
Nello specifico verranno realizzati:
• oltre 100 seminari formativi, organizzati dai partner pubblici e privati al fine di fornire sapere utile e strumenti operativi;
• tre non-conferenze, eventi generati dai partecipanti stessi, dedicati alla community degli Innovatori della PA, che discuteranno di cultura e competenze digitale; alla community delle WISTER – donne impegnate nella diffusione delle tecnologie; alla community delle città dell’Osservatorio Nazionale Smart city dell’ANCI, che firmeranno accordi di riutilizzo di soluzioni intelligenti già sviluppate in altri contesti;
• le “Poster Session”, quest’anno concepite ed organizzate come vere e proprie “Academy”, con formatori che dedicheranno gratuitamente il proprio tempo al trasferimento di conoscenze sui temi caldi dell’innovazione nei territori e nella PA;
• sportelli, desk e laboratori mobili per spiegare ed illustrare servizi ai cittadini.
FORUM PA si riconferma unico luogo in Italia per la diffusione delle best practice realizzate in centinaia di amministrazioni italiane: anche per il 2014 si rinnovano le call e i premi che individuano i migliori esempi di PA efficienti e al servizio dei cittadini. In particolare ampio spazio verrà dato alle soluzioni inviate da imprese, amministrazioni, enti di ricerca e associazioni del terzo settore per “vincere le 21 sfide” cha abbiamo proposto all’inizio di quest’anno. Tutte le soluzioni segnalate sono visibili sul portale FORUM PA Challenge – le sfide per una PA che funziona: un vero e proprio marketplace dell'innovazione. Un grande supermercato in cui andare a curiosare per prendere spunti e scoprire la soluzione a cui non avevamo mai pensato
Maggiori informazioni:
http://portal.forumpa.it/
http://www.gianoforlab.it/in-formazione-appuntamento-con-forum-pa-2014/
Sei gli obiettivi individuati come prioritari, due di sistema e quattro verticali, sui cui verranno organizzati i lavori: Riforma della PA, Programmazione europea, PA digitale, Crescita e revisione della spesa, Open government, Sviluppo del tessuto imprenditoriale. Innumerevoli gli appuntamenti congressuali organizzati e sviluppati intorno alle sei aree tematiche selezionate per questa edizione: le sei grandi conferenze di scenario con i decisori di Governo, i convegni istituzionali con i vertici delle Amministrazioni specifici su singoli temi, i tavoli ristretti di confronto tra amministrazioni ed imprese per rilanciare la partnership pubblico-privato. Politica, amministrazioni, imprese e cittadinanza attiva saranno chiamati a prendere impegni precisi e misurabili e, soprattutto, a presentare soluzioni concrete per l’innovazione e la costruzione del modello di Paese che vogliamo.
Ciascuno dei sei obiettivi verrà approfondito in un una grande conferenza dedicata, che coinvolgerà i vertici politici e i massimi dirigenti di PA e imprese, e in una serie di incontri tecnici, workshop formativi, eventi di networking e lavoro collaborativo che comporranno il programma congressuale. Ma FORUM PA 2014 è anche il più grande evento di formazione gratuito del nostro Paese, in cui i dipendenti e funzionari pubblici e le centinaia di professionisti, studenti e cittadini che ogni anno partecipano, possono trovare occasioni di crescita e di sviluppo delle proprie competenze.
Nello specifico verranno realizzati:
• oltre 100 seminari formativi, organizzati dai partner pubblici e privati al fine di fornire sapere utile e strumenti operativi;
• tre non-conferenze, eventi generati dai partecipanti stessi, dedicati alla community degli Innovatori della PA, che discuteranno di cultura e competenze digitale; alla community delle WISTER – donne impegnate nella diffusione delle tecnologie; alla community delle città dell’Osservatorio Nazionale Smart city dell’ANCI, che firmeranno accordi di riutilizzo di soluzioni intelligenti già sviluppate in altri contesti;
• le “Poster Session”, quest’anno concepite ed organizzate come vere e proprie “Academy”, con formatori che dedicheranno gratuitamente il proprio tempo al trasferimento di conoscenze sui temi caldi dell’innovazione nei territori e nella PA;
• sportelli, desk e laboratori mobili per spiegare ed illustrare servizi ai cittadini.
FORUM PA si riconferma unico luogo in Italia per la diffusione delle best practice realizzate in centinaia di amministrazioni italiane: anche per il 2014 si rinnovano le call e i premi che individuano i migliori esempi di PA efficienti e al servizio dei cittadini. In particolare ampio spazio verrà dato alle soluzioni inviate da imprese, amministrazioni, enti di ricerca e associazioni del terzo settore per “vincere le 21 sfide” cha abbiamo proposto all’inizio di quest’anno. Tutte le soluzioni segnalate sono visibili sul portale FORUM PA Challenge – le sfide per una PA che funziona: un vero e proprio marketplace dell'innovazione. Un grande supermercato in cui andare a curiosare per prendere spunti e scoprire la soluzione a cui non avevamo mai pensato
Maggiori informazioni:
http://portal.forumpa.it/
http://www.gianoforlab.it/in-formazione-appuntamento-con-forum-pa-2014/
mercoledì 14 maggio 2014
In.Formazione - Giornata della previdenza sociale 2014
L’Inps alla 4^ Giornata Nazionale della Previdenza“Conoscenza e consapevolezza per un migliore vivere sociale”. Questo il tema della quarta edizione della Giornata Nazionale della Previdenza che si svolgerà a Milano dal 14 al 16 maggio 2014 presso il palazzo della Borsa in Piazza Affari.
La manifestazione, come sempre aperta a tutti e completamente gratuita per i partecipanti, si sviluppa in tre giornate e si rivolge a tutti i lavoratori dipendenti, autonomi, liberi professionisti, alle famiglie e alle donne, ma soprattutto ai giovani: le nuove generazioni sono le meno consapevoli sul tema previdenziale.
GNP si rivolge direttamente agli studenti delle scuole superiori e delle università, coinvolgendo i ragazzi in incontri di orientamento dedicato.
Un’edizione, quindi, che si apre anche alle tematiche del lavoro: non solo pensioni, ma anche salute, assistenza sanitaria, welfare pubblico e integrativo.
L’Inps sarà presente con uno spazio espositivo – nell’ambito della “Casa del Welfare”, lo stand coordinato dal Ministero del Lavoro - dove verranno allestite quattro postazioni dedicate ai servizi online e una reception per l’accoglienza e la distribuzione di materiale.
Personale specializzato sarà a disposizione dei visitatori per la verifica della propria situazione previdenziale, per informazioni e consigli su tutta la materia istituzionale.
I vertici dell’Istituto, inoltre, parteciperanno ai seguenti convegni:
Giovedì 15 maggio – ore 9,30 – 11,30 (Sala Telecom)
“La riforma previdenziale Fornero e il caso "esodati": ruolo ed esperienze del Patronato”Il convegno sulla previdenza obbligatoria, organizzato dai Patronati sindacali (ACLI, Inas Cisl, Inca Cgil, Ital Uil), ospiterà tra i relatori Edoardo Gambacciani, Direttore Generale Politiche Previdenziali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Presidente della Commissione Lavoro Camera dei Deputati Cesare Damiano e il Direttore Generale dell’Inps Mauro Nori.
Giovedì 15 maggio – 0re 11,30 – 13,00 (Sala parterre)
L’impegno del settore assicurativo per il welfareAl convegno sul tema della Previdenza complementare, organizzato da Ania, oltre al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti e al Presidente della Covip Rino Tarelli, interverrà il Commissario Straordinario dell’Inps, Vittorio Conti.
Venerdì 16 maggio – ore 14,30 – 16,00 (Sala parterre – convegno conclusivo)
Previdenza e lavoro per un miglior vivere sociale: Pensioni, Jobs Act e Garanzia GiovaniAl convegno di chiusura, nel quale saranno affrontati i temi del Lavoro, della Previdenza complementare e della Previdenza obbligatoria interverranno il Sottosegretario di stato del Ministero del Lavoro, Luigi Bobba, il Presidente di Italia Lavoro Paolo Reboani e il Commissario Straordinario Inps Vittorio Conti.
Articolo tratto da:
https://www.inps.it/portale/default.aspx?iIDLink=37&bi=21&link=L'Inps+partecipa+
Rubrica In.Formazione di Giano ForLab:
http://www.gianoforlab.it/in-formazione-giornata-della-previdenza-sociale-2014/
La manifestazione, come sempre aperta a tutti e completamente gratuita per i partecipanti, si sviluppa in tre giornate e si rivolge a tutti i lavoratori dipendenti, autonomi, liberi professionisti, alle famiglie e alle donne, ma soprattutto ai giovani: le nuove generazioni sono le meno consapevoli sul tema previdenziale.
GNP si rivolge direttamente agli studenti delle scuole superiori e delle università, coinvolgendo i ragazzi in incontri di orientamento dedicato.
Un’edizione, quindi, che si apre anche alle tematiche del lavoro: non solo pensioni, ma anche salute, assistenza sanitaria, welfare pubblico e integrativo.
L’Inps sarà presente con uno spazio espositivo – nell’ambito della “Casa del Welfare”, lo stand coordinato dal Ministero del Lavoro - dove verranno allestite quattro postazioni dedicate ai servizi online e una reception per l’accoglienza e la distribuzione di materiale.
Personale specializzato sarà a disposizione dei visitatori per la verifica della propria situazione previdenziale, per informazioni e consigli su tutta la materia istituzionale.
I vertici dell’Istituto, inoltre, parteciperanno ai seguenti convegni:
Giovedì 15 maggio – ore 9,30 – 11,30 (Sala Telecom)
“La riforma previdenziale Fornero e il caso "esodati": ruolo ed esperienze del Patronato”Il convegno sulla previdenza obbligatoria, organizzato dai Patronati sindacali (ACLI, Inas Cisl, Inca Cgil, Ital Uil), ospiterà tra i relatori Edoardo Gambacciani, Direttore Generale Politiche Previdenziali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Presidente della Commissione Lavoro Camera dei Deputati Cesare Damiano e il Direttore Generale dell’Inps Mauro Nori.
Giovedì 15 maggio – 0re 11,30 – 13,00 (Sala parterre)
L’impegno del settore assicurativo per il welfareAl convegno sul tema della Previdenza complementare, organizzato da Ania, oltre al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti e al Presidente della Covip Rino Tarelli, interverrà il Commissario Straordinario dell’Inps, Vittorio Conti.
Venerdì 16 maggio – ore 14,30 – 16,00 (Sala parterre – convegno conclusivo)
Previdenza e lavoro per un miglior vivere sociale: Pensioni, Jobs Act e Garanzia GiovaniAl convegno di chiusura, nel quale saranno affrontati i temi del Lavoro, della Previdenza complementare e della Previdenza obbligatoria interverranno il Sottosegretario di stato del Ministero del Lavoro, Luigi Bobba, il Presidente di Italia Lavoro Paolo Reboani e il Commissario Straordinario Inps Vittorio Conti.
Articolo tratto da:
https://www.inps.it/portale/default.aspx?iIDLink=37&bi=21&link=L'Inps+partecipa+
Rubrica In.Formazione di Giano ForLab:
http://www.gianoforlab.it/in-formazione-giornata-della-previdenza-sociale-2014/
lunedì 12 maggio 2014
In.Formazione - Il nuovo modello 730/2014. Tutte le detrazioni. Guida alla compilazione
Fatture, scontrini e documenti fiscali. E’ questo il menù che saranno costretti a condividere oltre 20 milioni di italiani alle prese nei prossimi giorni con la dichiarazione dei redditi.
L’appuntamento che riguarda la maggioranza degli italiani è quello della presentazione del modello 730.
Le scadenze 730 da ricordare per quest’anno:
- già scaduta la consegna al sostituto di imposta (30 aprile)
- 31 maggio 2014: scadenza 730 consegna al CAF
- 30 giugno 2014: trasmissione 730 da parte di sostituto o CAF
Per ciò che riguarda il modello Unico 2014 persone fisiche, si ricorda che questo è un modello unificato che permette di presentare più dichiarazioni fiscali e deve essere utilizzato da parte di quei contribuenti tenuti alla presentazione sia della dichiarazione dei redditi sia della dichiarazione Iva.
Il modello Unico Persone fisiche “Mini” invece è una versione semplificata, che può essere utilizzata da quei contribuenti residenti in Italia che non hanno cambiato il domicilio fiscale dal 1° novembre dell’anno precedente a quello di presentazione della dichiarazione (per esempio, dal 1° novembre 2011 per Unico 2013), non sono titolari di partita Iva, hanno percepito uno o più dei seguenti redditi (redditi di terreni e di fabbricati, redditi di lavoro dipendente o assimilati (per esempio, compensi percepiti da soci di cooperative di produzione e lavoro, remunerazioni dei sacerdoti, assegni periodici corrisposti al coniuge) e di pensione).
Le scadenze da segnare per il modello Unico 2014 sono:
- 30 settembre 2014: per la presentazione dell’Unico 2014 in via telematica
- fra il 2 maggio e il 30 giugno per la presentazione in forma cartacea presso gli uffici postali
Ecco allora una piccola guida alle detrazioni e deduzioni possibili in dichiarazione con le relative indicazioni per la compilazione.
I cittadini che hanno effettuato ristrutturazioni edilizie possono usufruire di una detrazione del 65% per i lavori di risparmio energetico. Ricordiamo che l’eco-bonus va ripartito in 10 quote annuali di pari importo e riguarda quattro tipi di interventi: riqualificazione energetica degli edifici (detrazione massima 100mila euro), involucri degli edifici (massimo 60mila euro), installazione di pannelli solari (massimo 60mila euro) e sostituzione di impianti di climatizzazione invernale (massimo 30mila euro).
Nel modello 730 la parte da compilare è quella del Quadro E, sezione IV, righi E61-E63.
BONUS MOBILI
In caso i contribuenti abbinano agli interventi di recupero del patrimonio edilizio anche l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, spetta un ulteriore bonus del 50% su un ammontare di 10mila euro (da ripartire sempre in 10 rate).
Il bonus mobili deve essere indicato nel quadro E, al rigo E57, dove le colonne 1 e 2 (Spese arredo immobili ristrutturati), vanno compilate in relazione a ciascuna unità abitativa oggetto di ristrutturazione.
AFFITTO DELLA CASA
Possono detrarre le spese per i canoni di affitto i lavoratori dipendenti che hanno un contratto di locazione nel luogo dove hanno la residenza o l’abitazione principale. In questo caso la detrazione è pari a 991,60 euro se il reddito complessivo è di 15.493,71 euro e a 495,80 euro se è compreso tra i 15.493,72 e 30.987,41 euro. Possibilità di detrazione anche per le spese di affitto pagato per i figli a carico che siano studenti fuori sede: per poter usufruire delle detrazioni del 19% del canone di affitto – per un massimo di 2.633 euro - l’università frequentata dal proprio figlio deve trovarsi ad almeno 100 chilometri dalla residenza dei genitori e comunque fuori dalla provincia.
La detrazione va riportata nella sezione V, nel rigo E71.
INTERESSI SUI MUTUI
È possibile detrarre gli interessi pagati sul mutuo per l’acquisto della casa: si tratta del 19% di 4.000 euro(due mila euro a testa in caso di mutuo cointestato), pari a un rimborso massimo di 760 euro. Per usufruire del bonus, l’immobile deve essere adibito ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto.
L’importo da detrarre deve essere riportato nel quadro E del modello 730/2014. I righi da compilare sono E7, E8 e E12.
AUMENTANO LE DETRAZIONE PER I FIGLI
Per il 2014 è stato elevato l’importo delle detrazioni d’imposta previste per i figli a carico: da 800 a 950 euro per ciascun figlio a carico di età pari o superiore a 3 anni e da 900 a 1.220 euro per ciascun figlio di età inferiore a 3 anni. Inoltre, è stato elevato da 220 a 400 euro l’importo aggiuntivo della detrazione per ogni figlio con disabilità.
La detrazione si deve inserire nel rigo RN6 Col.2 e l'ulteriore detrazione per famiglie numerose nel rigo RN6 Col.3.
Se i ragazzi (tra i 5 e i 18 anni) fanno attività sportiva è possibile detrarre il costo dell’abbonamento. Il limite di spesa massimo è pari a 210 euro a figlio. I righi da compilare sono E8 a E12, codice 16.
ISTRUZIONE
E’ possibile detrarre le spese per gli asili nido (strutture pubbliche o private) per un importo non superiore a 632 euro annui per ogni figlio vanno inserite nei righi da E8 a E12 con codice 33.
Mentre le spese di istruzione secondaria, universitaria e di specializzazione si devono indicare dai righi da E8 a E12, con il codice 13.
SPESE MEDICHE
E’ possibile detrarre le spese sanitarie che come quelle derivanti dagli scontrini parlanti della farmacia (quelli che riportano la natura del farmaco, le quantità acquistate e il codice fiscale del contribuente), le fatture o le ricevute per le visite, la fisioterapia, il dentista o l’omeopata.
Detrazione Irpef nella misura del 19%, con una franchigia di 129,11 euro. Detraibili anche le spese sanitarie per i disabili, come l’acquisto di motoveicoli o autoveicoli (valore al massimo pari a 18.075,99, una volta ogni 4 anni) o le spese per il cane guida per non vedenti.
Le spese sostenute vanno riportate nel quadro E dal rigo E1- E6
Rientrano in questa categoria anche le spese per la cura di animali (da indicare nei righi da E8 a E12, con il codice 29) non può superare 387,34 euro. Attenzione: la detrazione è calcolata sulla parte che supera l’importo di 129,11 euro.
ASSICURAZIONI
Anche se ridotta è possibile portare in detrazione la spesa per polizze vita e infortuni: l’importo massimo sul quale calcolare la detrazione del 19% scende è pari a 630 euro. I Righi da compilare sono E8 a E12, codice 12.
BADANTI E DEFUNTI
E’ possibile detrarre le spese per badanti e tutte quelle relative alla non Vi rientrano autosufficienza per i membri della propria famiglia. Si può indicare massimo 2.100 euro a contribuente solo se il reddito di riferimento per agevolazioni fiscali non supera 40mila euro. Da indicare dai righi da E8 a E12, con il codice 15.
SPESE FUNEBRI
Detraibili anche le spese funebri con un limite massimo di spesa ammessa alla detrazione è di 1.549,37 euro. Importo da indicare nei righi da E8 a E12, con il codice 14.
Articolo tratto da : http://www.finanzautile.org/modello-7302014-come-pagare-meno-tasse-tutte-le-detrazioni-guida-compilazione-20140508.htm
http://www.gianoforlab.it/in-formazione-il-nuovo-modello-7302014-tutte-le-detrazioni-guida-alla-compilazione/
L’appuntamento che riguarda la maggioranza degli italiani è quello della presentazione del modello 730.
Le scadenze 730 da ricordare per quest’anno:
- già scaduta la consegna al sostituto di imposta (30 aprile)
- 31 maggio 2014: scadenza 730 consegna al CAF
- 30 giugno 2014: trasmissione 730 da parte di sostituto o CAF
Per ciò che riguarda il modello Unico 2014 persone fisiche, si ricorda che questo è un modello unificato che permette di presentare più dichiarazioni fiscali e deve essere utilizzato da parte di quei contribuenti tenuti alla presentazione sia della dichiarazione dei redditi sia della dichiarazione Iva.
Il modello Unico Persone fisiche “Mini” invece è una versione semplificata, che può essere utilizzata da quei contribuenti residenti in Italia che non hanno cambiato il domicilio fiscale dal 1° novembre dell’anno precedente a quello di presentazione della dichiarazione (per esempio, dal 1° novembre 2011 per Unico 2013), non sono titolari di partita Iva, hanno percepito uno o più dei seguenti redditi (redditi di terreni e di fabbricati, redditi di lavoro dipendente o assimilati (per esempio, compensi percepiti da soci di cooperative di produzione e lavoro, remunerazioni dei sacerdoti, assegni periodici corrisposti al coniuge) e di pensione).
Le scadenze da segnare per il modello Unico 2014 sono:
- 30 settembre 2014: per la presentazione dell’Unico 2014 in via telematica
- fra il 2 maggio e il 30 giugno per la presentazione in forma cartacea presso gli uffici postali
Ecco allora una piccola guida alle detrazioni e deduzioni possibili in dichiarazione con le relative indicazioni per la compilazione.
I cittadini che hanno effettuato ristrutturazioni edilizie possono usufruire di una detrazione del 65% per i lavori di risparmio energetico. Ricordiamo che l’eco-bonus va ripartito in 10 quote annuali di pari importo e riguarda quattro tipi di interventi: riqualificazione energetica degli edifici (detrazione massima 100mila euro), involucri degli edifici (massimo 60mila euro), installazione di pannelli solari (massimo 60mila euro) e sostituzione di impianti di climatizzazione invernale (massimo 30mila euro).
Nel modello 730 la parte da compilare è quella del Quadro E, sezione IV, righi E61-E63.
BONUS MOBILI
In caso i contribuenti abbinano agli interventi di recupero del patrimonio edilizio anche l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, spetta un ulteriore bonus del 50% su un ammontare di 10mila euro (da ripartire sempre in 10 rate).
Il bonus mobili deve essere indicato nel quadro E, al rigo E57, dove le colonne 1 e 2 (Spese arredo immobili ristrutturati), vanno compilate in relazione a ciascuna unità abitativa oggetto di ristrutturazione.
AFFITTO DELLA CASA
Possono detrarre le spese per i canoni di affitto i lavoratori dipendenti che hanno un contratto di locazione nel luogo dove hanno la residenza o l’abitazione principale. In questo caso la detrazione è pari a 991,60 euro se il reddito complessivo è di 15.493,71 euro e a 495,80 euro se è compreso tra i 15.493,72 e 30.987,41 euro. Possibilità di detrazione anche per le spese di affitto pagato per i figli a carico che siano studenti fuori sede: per poter usufruire delle detrazioni del 19% del canone di affitto – per un massimo di 2.633 euro - l’università frequentata dal proprio figlio deve trovarsi ad almeno 100 chilometri dalla residenza dei genitori e comunque fuori dalla provincia.
La detrazione va riportata nella sezione V, nel rigo E71.
INTERESSI SUI MUTUI
È possibile detrarre gli interessi pagati sul mutuo per l’acquisto della casa: si tratta del 19% di 4.000 euro(due mila euro a testa in caso di mutuo cointestato), pari a un rimborso massimo di 760 euro. Per usufruire del bonus, l’immobile deve essere adibito ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto.
L’importo da detrarre deve essere riportato nel quadro E del modello 730/2014. I righi da compilare sono E7, E8 e E12.
AUMENTANO LE DETRAZIONE PER I FIGLI
Per il 2014 è stato elevato l’importo delle detrazioni d’imposta previste per i figli a carico: da 800 a 950 euro per ciascun figlio a carico di età pari o superiore a 3 anni e da 900 a 1.220 euro per ciascun figlio di età inferiore a 3 anni. Inoltre, è stato elevato da 220 a 400 euro l’importo aggiuntivo della detrazione per ogni figlio con disabilità.
La detrazione si deve inserire nel rigo RN6 Col.2 e l'ulteriore detrazione per famiglie numerose nel rigo RN6 Col.3.
Se i ragazzi (tra i 5 e i 18 anni) fanno attività sportiva è possibile detrarre il costo dell’abbonamento. Il limite di spesa massimo è pari a 210 euro a figlio. I righi da compilare sono E8 a E12, codice 16.
ISTRUZIONE
E’ possibile detrarre le spese per gli asili nido (strutture pubbliche o private) per un importo non superiore a 632 euro annui per ogni figlio vanno inserite nei righi da E8 a E12 con codice 33.
Mentre le spese di istruzione secondaria, universitaria e di specializzazione si devono indicare dai righi da E8 a E12, con il codice 13.
SPESE MEDICHE
E’ possibile detrarre le spese sanitarie che come quelle derivanti dagli scontrini parlanti della farmacia (quelli che riportano la natura del farmaco, le quantità acquistate e il codice fiscale del contribuente), le fatture o le ricevute per le visite, la fisioterapia, il dentista o l’omeopata.
Detrazione Irpef nella misura del 19%, con una franchigia di 129,11 euro. Detraibili anche le spese sanitarie per i disabili, come l’acquisto di motoveicoli o autoveicoli (valore al massimo pari a 18.075,99, una volta ogni 4 anni) o le spese per il cane guida per non vedenti.
Le spese sostenute vanno riportate nel quadro E dal rigo E1- E6
Rientrano in questa categoria anche le spese per la cura di animali (da indicare nei righi da E8 a E12, con il codice 29) non può superare 387,34 euro. Attenzione: la detrazione è calcolata sulla parte che supera l’importo di 129,11 euro.
ASSICURAZIONI
Anche se ridotta è possibile portare in detrazione la spesa per polizze vita e infortuni: l’importo massimo sul quale calcolare la detrazione del 19% scende è pari a 630 euro. I Righi da compilare sono E8 a E12, codice 12.
BADANTI E DEFUNTI
E’ possibile detrarre le spese per badanti e tutte quelle relative alla non Vi rientrano autosufficienza per i membri della propria famiglia. Si può indicare massimo 2.100 euro a contribuente solo se il reddito di riferimento per agevolazioni fiscali non supera 40mila euro. Da indicare dai righi da E8 a E12, con il codice 15.
SPESE FUNEBRI
Detraibili anche le spese funebri con un limite massimo di spesa ammessa alla detrazione è di 1.549,37 euro. Importo da indicare nei righi da E8 a E12, con il codice 14.
Articolo tratto da : http://www.finanzautile.org/modello-7302014-come-pagare-meno-tasse-tutte-le-detrazioni-guida-compilazione-20140508.htm
http://www.gianoforlab.it/in-formazione-il-nuovo-modello-7302014-tutte-le-detrazioni-guida-alla-compilazione/
lunedì 5 maggio 2014
In.Formazione – Conferenza ‘Come può il volontariato essere presente nella realtà odierna per aiutare i più piccoli’
L’Associazione cucire per amore in collaborazione con Associazione Turistica Pro Loco Angera, Associazione Giovani x Angera e i Ragazzi dell’Oratorio San Filippo Neri (Angera) organizza il giorno 11 maggio 2014, presso l’ex istituto Virgo Potens di Via A. Moro – ANGERA una giornata di incontro sul tema ‘Come può il volontariato essere presente nella realtà odierna per aiutare i più piccoli’.
PROGRAMMA:
ore 9:00 APERTURA DELLA MOSTRA ‘C’era una volta il Ciripà’/ mercatino
ore 11:30 POLENTA/BRUSCITT/GORGONZOLA/TORTE
ore 14:00 Inizio conferenza con intervento dei relatori
- sig.ra Paola Bonzi (Fondatrice Centro Aiuto Vita – Clinica Mangiagalli – Milano)
- dott.ssa Bianca Gibelli (Volontaria Eritrea)
- dott.ssa Magda Bonini (Volontaria Etiopia)
- dott.ssa Mara Fasola (Ginecologa Ospedale C. Ondoli – Angera)
Info: www.cavmangiagalli.it
www.gianoforlab.it
PROGRAMMA:
ore 9:00 APERTURA DELLA MOSTRA ‘C’era una volta il Ciripà’/ mercatino
ore 11:30 POLENTA/BRUSCITT/GORGONZOLA/TORTE
ore 14:00 Inizio conferenza con intervento dei relatori
- sig.ra Paola Bonzi (Fondatrice Centro Aiuto Vita – Clinica Mangiagalli – Milano)
- dott.ssa Bianca Gibelli (Volontaria Eritrea)
- dott.ssa Magda Bonini (Volontaria Etiopia)
- dott.ssa Mara Fasola (Ginecologa Ospedale C. Ondoli – Angera)
Info: www.cavmangiagalli.it
www.gianoforlab.it
domenica 4 maggio 2014
In.Formazione – Tributi comunali 2014
La legge di stabilità 2014 individua la disciplina dell’Imposta Unica Comunale (IUC), affidandone l’applicazione ai Comuni tramite regolamento. Due i presupposti del tributo: uno collegato al possesso di immobili, l’altro all’erogazione di servizi comunali: l’imposta, quindi, include l’IMU (escluse le abitazioni principali), la TARI, cioè la tassa sui rifiuti, a carico dell’utilizzatore, e la TASI, il ‘tributo sui servizi indivisibili’ (ad esempio l’illuminazione, strade, ecc..), dovuto dal possessore e, in parte dall’utilizzatore dell’immobile.
La TARI è il contributo destinato a finanziare i costi di raccolta e smaltimento rifiuti, in sostituzione della TARES. È dovuto da chiunque, a qualsiasi titolo, occupa o conduce locali, indipendentemente dall’uso a cui sono adibiti, mentre è esclusa per le aree scoperte pertinenziali o accessorie non operative (giardini condominiali, cortili, ecc..) e le parti comuni dell’edificio non detenute a occupare in via esclusiva (ad esempio tetti e lastrici solari, scale, aree destinate al parcheggio). Per quanto riguarda la TARI, il regolamento dei Comuni deve stabilire i criteri di destinazione delle tariffe, la classificazione delle categorie di attività con omogenea potenzialità di produzione di rifiuti, le eventuali riduzioni ed esenzioni che tengano conto della capacità contributiva (anche con riferimento all’ISEE), le categorie di attività produttive di rifiuti speciali alle quali applicare eventuali riduzioni, in caso di difficoltà a individuare le esatte superfici ove si formano tali rifiuti. Riguardo alla TASI, il regolamento deve determinare le riduzioni e individuare i servizi indivisibili, con i relativi costi.
Dalla rubrica 'In.Formazione' del centro formazione a distanza Giano ForLab www.gianoforlab.it
La TARI è il contributo destinato a finanziare i costi di raccolta e smaltimento rifiuti, in sostituzione della TARES. È dovuto da chiunque, a qualsiasi titolo, occupa o conduce locali, indipendentemente dall’uso a cui sono adibiti, mentre è esclusa per le aree scoperte pertinenziali o accessorie non operative (giardini condominiali, cortili, ecc..) e le parti comuni dell’edificio non detenute a occupare in via esclusiva (ad esempio tetti e lastrici solari, scale, aree destinate al parcheggio). Per quanto riguarda la TARI, il regolamento dei Comuni deve stabilire i criteri di destinazione delle tariffe, la classificazione delle categorie di attività con omogenea potenzialità di produzione di rifiuti, le eventuali riduzioni ed esenzioni che tengano conto della capacità contributiva (anche con riferimento all’ISEE), le categorie di attività produttive di rifiuti speciali alle quali applicare eventuali riduzioni, in caso di difficoltà a individuare le esatte superfici ove si formano tali rifiuti. Riguardo alla TASI, il regolamento deve determinare le riduzioni e individuare i servizi indivisibili, con i relativi costi.
Dalla rubrica 'In.Formazione' del centro formazione a distanza Giano ForLab www.gianoforlab.it
mercoledì 30 aprile 2014
In.Formazione - Il nuovo bonus IRPEF 2014: tutte le novità
IL NUOVO BONUS IRPEF 2014: TUTTE LE NOVITA’.
Il bonus Irpef da 80 euro stanziato dal governo Renzi sarà riconosciuto in busta paga, a partire da maggio, senza dover fare alcuna domanda. Il credito, riservato a chi guadagna fino a 26mila euro, sarà infatti erogato direttamente dai datori di lavoro in tutti i casi in cui l'imposta lorda dell'anno è superiore alle detrazioni per lavoro dipendente. Lo prevede la circolare dell'Agenzia delle Entrate che fornisce le istruzioni per applicare il credito introdotto dal decreto Irpef.
Chi ha tutti i requisiti per ricevere il bonus ma non ha un sostituto d'imposta, ad esempio perché il rapporto di lavoro si è concluso prima del mese di maggio, potrà comunque richiederlo nella dichiarazione dei redditi per il 2014.
Ecco di seguito i principali punti su cui verterà il bonus Irpef
- I contribuenti che nel 2014 percepiscono redditi da lavoro dipendente (e alcuni redditi assimilati) - al netto del reddito da abitazione principale - fino a 26 mila euro, purché l'imposta lorda dell'anno sia superiore alle detrazioni per lavoro dipendente. Il bonus spetta invece se l'imposta lorda è azzerata da altre categorie di detrazioni, ad esempio quelle per carichi di famiglia.
- Il credito complessivo di 640 euro, 80 euro mensili a partire da maggio, vale per i redditi fino a 24mila euro. Se il reddito supera i 24mila il bonus si riduce gradualmente fino a 26 mila. Il bonus (che non concorre alla formazione del reddito) andrà ai lavoratori dipendenti e assimilati la cui imposta lorda sia superiore all'importo della propria detrazione per lavoro dipendente. Inoltre, per espressa previsione del Decreto legge, il credito «è rapportato al periodo di lavoro nell'anno». Per questo motivo il credito dovrà essere calcolato in relazione alla durata del rapporto di lavoro, considerando il numero di giorni lavorati nell'anno.
- I sostituti d'imposta riconosceranno il credito spettante ai beneficiari a partire dalle retribuzioni erogate nel mese di maggio. Nel caso in cui ciò non sia possibile per ragioni tecniche legate alle procedure di pagamento degli stipendi, i sostituti riconosceranno il credito a partire dalle retribuzioni del mese di giugno, ma dovranno comunque assicurare al lavoratore tutto il credito spettante nel corso del 2014.
- I soggetti titolari nel corso dell'anno 2014 di redditi di lavoro dipendente, le cui remunerazioni sono erogate da un soggetto che non è sostituto di imposta, tenuto al riconoscimento del credito in via automatica, e tutti i soggetti il cui rapporto di lavoro si è concluso prima del mese di maggio, potranno chiedere il credito nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta 2014, utilizzarlo in compensazione, oppure richiederlo a rimborso.
- I contribuenti che non hanno i requisiti per il ricevere il bonus, ad esempio perchè hanno un reddito complessivo superiore a 26mila euro per via di altri redditi (oltre a quelli erogati dal sostituto d'imposta), devono comunicarlo al sostituto che recupererà il credito nelle successive buste paga. Se un contribuente ha comunque percepito un credito in tutto o in parte non spettante dovrà restituirlo nella dichiarazione dei redditi.
Articolo tratto da: http://economia.ilmessaggero.it/economia_e_finanza/irpef_bonus_busta_paga_agenzia_entrate/657089.shtml
Articolo riportato dalla rubrica In.Formazione - Giano ForLab
http://www.gianoforlab.it/in-formazione-il-nuovo-bonus-irpef-2014-tutte-le-novita/
Il bonus Irpef da 80 euro stanziato dal governo Renzi sarà riconosciuto in busta paga, a partire da maggio, senza dover fare alcuna domanda. Il credito, riservato a chi guadagna fino a 26mila euro, sarà infatti erogato direttamente dai datori di lavoro in tutti i casi in cui l'imposta lorda dell'anno è superiore alle detrazioni per lavoro dipendente. Lo prevede la circolare dell'Agenzia delle Entrate che fornisce le istruzioni per applicare il credito introdotto dal decreto Irpef.
Chi ha tutti i requisiti per ricevere il bonus ma non ha un sostituto d'imposta, ad esempio perché il rapporto di lavoro si è concluso prima del mese di maggio, potrà comunque richiederlo nella dichiarazione dei redditi per il 2014.
Ecco di seguito i principali punti su cui verterà il bonus Irpef
- I contribuenti che nel 2014 percepiscono redditi da lavoro dipendente (e alcuni redditi assimilati) - al netto del reddito da abitazione principale - fino a 26 mila euro, purché l'imposta lorda dell'anno sia superiore alle detrazioni per lavoro dipendente. Il bonus spetta invece se l'imposta lorda è azzerata da altre categorie di detrazioni, ad esempio quelle per carichi di famiglia.
- Il credito complessivo di 640 euro, 80 euro mensili a partire da maggio, vale per i redditi fino a 24mila euro. Se il reddito supera i 24mila il bonus si riduce gradualmente fino a 26 mila. Il bonus (che non concorre alla formazione del reddito) andrà ai lavoratori dipendenti e assimilati la cui imposta lorda sia superiore all'importo della propria detrazione per lavoro dipendente. Inoltre, per espressa previsione del Decreto legge, il credito «è rapportato al periodo di lavoro nell'anno». Per questo motivo il credito dovrà essere calcolato in relazione alla durata del rapporto di lavoro, considerando il numero di giorni lavorati nell'anno.
- I sostituti d'imposta riconosceranno il credito spettante ai beneficiari a partire dalle retribuzioni erogate nel mese di maggio. Nel caso in cui ciò non sia possibile per ragioni tecniche legate alle procedure di pagamento degli stipendi, i sostituti riconosceranno il credito a partire dalle retribuzioni del mese di giugno, ma dovranno comunque assicurare al lavoratore tutto il credito spettante nel corso del 2014.
- I soggetti titolari nel corso dell'anno 2014 di redditi di lavoro dipendente, le cui remunerazioni sono erogate da un soggetto che non è sostituto di imposta, tenuto al riconoscimento del credito in via automatica, e tutti i soggetti il cui rapporto di lavoro si è concluso prima del mese di maggio, potranno chiedere il credito nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta 2014, utilizzarlo in compensazione, oppure richiederlo a rimborso.
- I contribuenti che non hanno i requisiti per il ricevere il bonus, ad esempio perchè hanno un reddito complessivo superiore a 26mila euro per via di altri redditi (oltre a quelli erogati dal sostituto d'imposta), devono comunicarlo al sostituto che recupererà il credito nelle successive buste paga. Se un contribuente ha comunque percepito un credito in tutto o in parte non spettante dovrà restituirlo nella dichiarazione dei redditi.
Articolo tratto da: http://economia.ilmessaggero.it/economia_e_finanza/irpef_bonus_busta_paga_agenzia_entrate/657089.shtml
Articolo riportato dalla rubrica In.Formazione - Giano ForLab
http://www.gianoforlab.it/in-formazione-il-nuovo-bonus-irpef-2014-tutte-le-novita/
lunedì 7 aprile 2014
In.Formazione - SPESOMETRO 2014: DOPPIA SCADENZA PER COMPILAZIONE ED INVIO ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE
In riferimento allo Spesometro 2014 l’Agenzia delle Entrate ha fissato una doppia scadenza: la prima decorre il 10 aprile 2014 ed è riservata esclusivamente alla comunicazione dati da parte di professionisti che liquidino mensilmente l’IVA, la seconda è invece stata spostata al 22 aprile (inizialmente era prevista al 20 aprile) e risulta valida per tutte le altre tipologie di contribuenti.
le tre categorie interessate dall’invio dello Spesometro 2014 riguardano imprese, commercianti e professionisti; per quel che concerne le imprese, i titolari devono includere operazioni di cessione dei beni e prestazioni di servizi con e senza obbligo di fattura qualora l’importo delle transazioni risulti pari o superiore a 3.600 euro. La comunicazione può essere effettuata sia in forma aggregata che analitica, indicando in quest’ultimo caso tutte le fatture emesse e ricevute.
I commercianti devono invece includere tutte le operazioni con obbligo di fattura e quelle senza obbligo di fattura che presentino un importo pari o superiore a 3.600 euro; per i professionisti non è infine prevista alcuna limitazione.
Risultano esenti dall’invio dei dati per lo Spesometro 2014 i lavoratori in mobilità, colo che utilizzano il regime dei minimi e i contribuenti che ricorrono al regime fiscale di vantaggio per l'imprenditoria giovanile.
L’invio dati per quel che concerne lo Spesometro 2014 può essere effettuato soltanto per via telematica. L’intera procedura può essere delegata ad un professionista abilitato.
E’ infine opportuno tenere a mente che una comunicazione mendace, infedele o omessa può comportare pesanti sanzioni pecuniarie, con minimo e massimo a coincidere rispettivamente con 258 e 2.065 euro.
Rimane in piedi la possibilità che si dia corso ad una proroga; in effetti l'Unione Nazionale Commercialisti ed Esperti Contabili ha già inoltrato richiesta di rinvio (si parla di sei mesi di proroga) ma l’Agenzia delle Entrate non ha ancora fornito una risposta in merito; l’auspicio è che comunichi la cosa nel breve, dato che la doppia scadenza è ormai prossima.
Articolo tratto da: http://news.supermoney.eu/tasse/2014/04/spesometro-2014-istruzioni-invio-e-scadenze-agenzia-delle-entrate-possibile-una-proroga-0080625.html
http://www.gianoforlab.it/in-formazione-spesometro-2014-doppia-scadenza-per-compilazione-ed-invio-allagenzia-delle-entrate/
le tre categorie interessate dall’invio dello Spesometro 2014 riguardano imprese, commercianti e professionisti; per quel che concerne le imprese, i titolari devono includere operazioni di cessione dei beni e prestazioni di servizi con e senza obbligo di fattura qualora l’importo delle transazioni risulti pari o superiore a 3.600 euro. La comunicazione può essere effettuata sia in forma aggregata che analitica, indicando in quest’ultimo caso tutte le fatture emesse e ricevute.
I commercianti devono invece includere tutte le operazioni con obbligo di fattura e quelle senza obbligo di fattura che presentino un importo pari o superiore a 3.600 euro; per i professionisti non è infine prevista alcuna limitazione.
Risultano esenti dall’invio dei dati per lo Spesometro 2014 i lavoratori in mobilità, colo che utilizzano il regime dei minimi e i contribuenti che ricorrono al regime fiscale di vantaggio per l'imprenditoria giovanile.
L’invio dati per quel che concerne lo Spesometro 2014 può essere effettuato soltanto per via telematica. L’intera procedura può essere delegata ad un professionista abilitato.
E’ infine opportuno tenere a mente che una comunicazione mendace, infedele o omessa può comportare pesanti sanzioni pecuniarie, con minimo e massimo a coincidere rispettivamente con 258 e 2.065 euro.
Rimane in piedi la possibilità che si dia corso ad una proroga; in effetti l'Unione Nazionale Commercialisti ed Esperti Contabili ha già inoltrato richiesta di rinvio (si parla di sei mesi di proroga) ma l’Agenzia delle Entrate non ha ancora fornito una risposta in merito; l’auspicio è che comunichi la cosa nel breve, dato che la doppia scadenza è ormai prossima.
Articolo tratto da: http://news.supermoney.eu/tasse/2014/04/spesometro-2014-istruzioni-invio-e-scadenze-agenzia-delle-entrate-possibile-una-proroga-0080625.html
http://www.gianoforlab.it/in-formazione-spesometro-2014-doppia-scadenza-per-compilazione-ed-invio-allagenzia-delle-entrate/
sabato 5 aprile 2014
Interculturalità e democrazia dei saperi
Il catalogo 'E-book e dintorni' di Giano ForLab si arricchisce di una nuova risorsa informativa dal titolo 'Interculturalità e democrazia del sapere'. Questa volta ad essere affrontato è il tema della pedagogia in chiave interculturale in un'ottica di democrazia, condivisione e costruzione comune del sapere collettivo e di aprtecipazione ai processi educativi e sociali.
L’educazione interculturale diviene oggigiorno un’attitudine alla relazione con l’altro nella sua complessità umana culturale storica. Si tratta di promuovere l’incontro tra persone di culture diverse che dovranno non solo sviluppare la capacità di convivere, ma anche di interagire tra loro. Per poter raggiungere quest’obbiettivo, è necessario sul piano intellettuale riconoscere la legittimità delle differenze culturali e sul piano operativo tendere ad una convivenza che non si limita a una pacifica ignoranza o alla reciproca tolleranza. Riconoscere che tutte le culture hanno pari dignità, comporta l’apertura al confronto alla pari nel quale si rifiuta il diritto di imporsi o di costituirsi di questa o di quella come dominante. Ne consegue la fatica di superare alcune difficoltà come: una concezione di superiorità della propria cultura, il pregiudizio verso l’altro, e lo stereotipo, che degrada l’identità altrui riducendola ad una sorta di caricatura, semplificando i problemi e dimenticando il contesto attuale di riferimento.
Nell’incontro dialogico una cultura non intende negare l’altra, anzi l’apertura alla comunicazione interattiva con gli altri, l’accettazione, il rispetto, il confronto tra le diversità, il riconoscimento dell’identità culturale sono motori di sviluppo per la cultura d’appartenenza.
Temi trattati nell’e-book:
Apprendimento scolastico e comprensione
La scuola come laboratorio e luogo interculturale
Società della conoscenza per un’educazione democratica
Dimensione tecnologica della globalizzazione e società della conoscenza
Era digitale e globalizzazione: aspetti culturali e sfide educative
L’educazione interculturale diviene oggigiorno un’attitudine alla relazione con l’altro nella sua complessità umana culturale storica. Si tratta di promuovere l’incontro tra persone di culture diverse che dovranno non solo sviluppare la capacità di convivere, ma anche di interagire tra loro. Per poter raggiungere quest’obbiettivo, è necessario sul piano intellettuale riconoscere la legittimità delle differenze culturali e sul piano operativo tendere ad una convivenza che non si limita a una pacifica ignoranza o alla reciproca tolleranza. Riconoscere che tutte le culture hanno pari dignità, comporta l’apertura al confronto alla pari nel quale si rifiuta il diritto di imporsi o di costituirsi di questa o di quella come dominante. Ne consegue la fatica di superare alcune difficoltà come: una concezione di superiorità della propria cultura, il pregiudizio verso l’altro, e lo stereotipo, che degrada l’identità altrui riducendola ad una sorta di caricatura, semplificando i problemi e dimenticando il contesto attuale di riferimento.
Nell’incontro dialogico una cultura non intende negare l’altra, anzi l’apertura alla comunicazione interattiva con gli altri, l’accettazione, il rispetto, il confronto tra le diversità, il riconoscimento dell’identità culturale sono motori di sviluppo per la cultura d’appartenenza.
Temi trattati nell’e-book:
Apprendimento scolastico e comprensione
La scuola come laboratorio e luogo interculturale
Società della conoscenza per un’educazione democratica
Dimensione tecnologica della globalizzazione e società della conoscenza
Era digitale e globalizzazione: aspetti culturali e sfide educative
giovedì 27 marzo 2014
Via libera definitivo dell'Aula della Camera alla delega fiscale - In.Formazione
Il governo ha ora un anno di tempo per varare i relativi decreti legislativi utili a rendere il sistema fiscale "più equo, trasparenze e orientato alla crescita", senza nuovi oneri per lo Stato. Il primo provvedimento di revisione del fisco dovrà comunque essere trasmesso alle commissioni del Parlamento entro quattro mesi.
La delega fiscale affida così al governo il compito, tra l'altro, di ridurre il carico fiscale, di semplificare le norme sugli obblighi dei contribuenti, potenziando tra l'altro le forme di contraddittorio tra amministrazione e contribuenti, in quadro di leale e reciproca collaborazione tra amministrazione e cittadini e rafforzando l'istituto della conciliazione.
Anche nella revisione del catasto dei fabbricati, che dovrà rivedere gli estimi per metri quadrati e non più per numero dei vani, dovrà essere garantito un adeguato contraddittorio. Nelle commissioni censuarie chiamate a validare le funzioni statistiche dovrà essere prevista la partecipazione di esperti indicati dalle associazioni di categoria del settore immobiliare, con la massima pubblicità e trasparenza delle funzioni statistiche utilizzate.
Le maggiori entrate derivanti dal contrasto all'evasione e all'erosione fiscale devono quindi essere esclusivamente attribuite al fondo per la riduzione della pressione fiscale. E, a fronte di una riduzione degli adempimenti amministrativi e contabili a carico dei contribuenti, si dovrà potenziare la fatturazione elettronica. I risparmi di spesa derivanti da riduzione di contributi o incentivi alle imprese dovranno, infine, essere destinati alla riduzione dell'imposizione fiscale gravante sulle imprese. I decreti legislativi dovranno, infine, rispettare i principi dell'ordinamento dell'Ue e quelli dello statuto del contribuente, con particolare riferimento al vincolo di irretroattività delle norme tributarie di sfavore.
Ecco una mappa delle principali misure.
TEMPISTICHE: Daniele Capezzone, presidente della Commissione Finanze della Camera e relatore della delega, introducendo il provvedimento ha dettato l'agenda al governo, che ha "dodici mesi per adottare i decreti delegati, ma almeno il primo dovrà essere adottato entro quattro mesi. Ogni quattro mesi e in prima battuta dopo due mesi, il governo riferisce alle Commissioni parlamentari competenti sullo stato di attuazione della delega".
RIFORMA DEL CATASTO: è uno dei punti centrali del provvedimento, anche se ne sono gettate solo le fondamenta. Per arrivare ad una vera e propria rivalutazione degli immobili, più vicina alla realtà, ci vorranno infatti circa 5 anni. La revisione proposta nella delega prevede che il valore e la categoria non si basi più sui vani, ovvero sul numero di stanze, ma sui metri quadrati. La rendita finale sarà poi determinata da una formula matematica che metterà in relazione a tutte le caratteristiche, dal valore di mercato alla posizione.
STOP PUBBLICITA' GIOCHI: viene stabilito il divieto degli spot pubblicitari nelle trasmissioni radio e tv per i giochi che prevedono vincite in denaro che inducono comportamenti compulsivi. L'obiettivo è contrastare la ludopatia.
RIFORMA DELL'8 PER MILLE DELL'IRPEF: viene indicata la strada, ma le modalità sono rimandate ai decreti delegati.
RIORDINO DEGLI SCONTI FISCALI: l'obiettivo è la revisione di più di 700 voci che riguardano sia le famiglie che le imprese.
LOTTA ALL'EVASIONE: viene rafforzata grazie ai limiti al pagamento in contante, a vantaggio dei metodi di pagamento tracciabili, nonchè alla fatturazione elettronica, a cui si aggiunge il confronto tra le informazioni di contabilità nazionale e quelle acquisiti tramite l'anagrafe tributaria. Le maggiori entrate "al netto di quelle necessarie al mantenimento dell'equilibrio di bilancio e alla riduzione del rapporto tra il debito e il pil" devono essere trasferite al Fondo per la riduzione strutturale della pressione fiscale.
PROFILI PENALI: la delega cambia anche alcuni profili penali relativi all'evasione, mantenendo i reati per le fattispecie più gravi, ma aprendo alla possibilità invece di sanzione amministrativa per i comportamenti meno gravi. "Questo è un Paese in cui anche per una dichiarazione infedele di 20 o di 30 mila euro si rischiava finora l'avviso di garanzia e un percorso penale assurdo, su cui la stessa Guardia di finanza in audizione ci è venuta a dire: questo non ha senso", ha detto Capezzone per motivare la scelta.
CONTRASTI DI INTERESSI: presentando il testo, il relatore ha posto l'accento sul "contrasto di interessi" come "misura di grande interesse sulla quale c'è stata negli anni passati troppa timidezza e invece ha funzionato nei settori dove è stata utilizzata" come quello delle ristrutturazioni in casa. Di fatto, si tratta della possibilità di scaricare nella dichiarazione dei redditi le spese sostenute, se vengono certificate: così facendo, il consumatore o cliente di un professionista è invogliato a chiedere la fattura o lo scontrino perché ne ha un beneficio economico diretto.
COMPENSAZIONE DEBITI-CREDITI: il meccanismo, già introdotto con il decreto sui debiti p.a. e con il Destinazione Italia, viene generalizzato per quanto riguarda i crediti di imposta spettanti al
contribuente e i debiti di imposta a suo carico.
RAZIONALIZZAZIONE SPESE FISCALI: annualmente il Governo dovrà stilare un rapporto, da allegare alla Legge di Stabilità, relativo alla razionalizzazione delle spese fiscali, al fine di riformare o eliminare le esenzioni, nonché i regimi fiscali di favore, considerati inadeguati al contesto socioeconomico di riferimento.
RESPONSABILIZZAZIONE FISCALE: Oltre a ricordare che il nuovo Fisco non dovrà alzare la pressione, ma "se possibile" ridurla, Capezzone ha sottolineato il principio di "responsabilizzazione fiscale": nel nuovo sistema "deve essere individuabile per ciascun tributo il livello di governo che beneficia delle relative entrate, chi lo mette e chi incassa, ponendo uno stop, diciamo, alla giungla delle addizionali".
PACCHETTO IMPRESE: per le aziende è prevista l'istituzione di sistemi di controlli e prevenzione del rischio fiscale. Le piccole imprese potranno ricevere una riduzione degli adempimenti fiscali, aderendo a programmi di tutoraggio. Saranno previste maggiori possibilità di rateazione per i debiti tributari e nuove forme di tassazione per i redditi di impresa.
BONUS RISTRUTTURAZIONI: previsti sgravi sugli immobili per messa a punto di opere di adeguamento alla normativa in materia di sicurezza e di riqualificazione energetica e architettonica.
http://www.repubblica.it/economia/2014/02/27/news/delega_fiscale_via_libera_definitivo-9774544/
Articolo tratto da:
http://www.gianoforlab.it/via-libera-definitivo-dellaula-della-camera-alla-delega-fiscale-in-formazione/
La delega fiscale affida così al governo il compito, tra l'altro, di ridurre il carico fiscale, di semplificare le norme sugli obblighi dei contribuenti, potenziando tra l'altro le forme di contraddittorio tra amministrazione e contribuenti, in quadro di leale e reciproca collaborazione tra amministrazione e cittadini e rafforzando l'istituto della conciliazione.
Anche nella revisione del catasto dei fabbricati, che dovrà rivedere gli estimi per metri quadrati e non più per numero dei vani, dovrà essere garantito un adeguato contraddittorio. Nelle commissioni censuarie chiamate a validare le funzioni statistiche dovrà essere prevista la partecipazione di esperti indicati dalle associazioni di categoria del settore immobiliare, con la massima pubblicità e trasparenza delle funzioni statistiche utilizzate.
Le maggiori entrate derivanti dal contrasto all'evasione e all'erosione fiscale devono quindi essere esclusivamente attribuite al fondo per la riduzione della pressione fiscale. E, a fronte di una riduzione degli adempimenti amministrativi e contabili a carico dei contribuenti, si dovrà potenziare la fatturazione elettronica. I risparmi di spesa derivanti da riduzione di contributi o incentivi alle imprese dovranno, infine, essere destinati alla riduzione dell'imposizione fiscale gravante sulle imprese. I decreti legislativi dovranno, infine, rispettare i principi dell'ordinamento dell'Ue e quelli dello statuto del contribuente, con particolare riferimento al vincolo di irretroattività delle norme tributarie di sfavore.
Ecco una mappa delle principali misure.
TEMPISTICHE: Daniele Capezzone, presidente della Commissione Finanze della Camera e relatore della delega, introducendo il provvedimento ha dettato l'agenda al governo, che ha "dodici mesi per adottare i decreti delegati, ma almeno il primo dovrà essere adottato entro quattro mesi. Ogni quattro mesi e in prima battuta dopo due mesi, il governo riferisce alle Commissioni parlamentari competenti sullo stato di attuazione della delega".
RIFORMA DEL CATASTO: è uno dei punti centrali del provvedimento, anche se ne sono gettate solo le fondamenta. Per arrivare ad una vera e propria rivalutazione degli immobili, più vicina alla realtà, ci vorranno infatti circa 5 anni. La revisione proposta nella delega prevede che il valore e la categoria non si basi più sui vani, ovvero sul numero di stanze, ma sui metri quadrati. La rendita finale sarà poi determinata da una formula matematica che metterà in relazione a tutte le caratteristiche, dal valore di mercato alla posizione.
STOP PUBBLICITA' GIOCHI: viene stabilito il divieto degli spot pubblicitari nelle trasmissioni radio e tv per i giochi che prevedono vincite in denaro che inducono comportamenti compulsivi. L'obiettivo è contrastare la ludopatia.
RIFORMA DELL'8 PER MILLE DELL'IRPEF: viene indicata la strada, ma le modalità sono rimandate ai decreti delegati.
RIORDINO DEGLI SCONTI FISCALI: l'obiettivo è la revisione di più di 700 voci che riguardano sia le famiglie che le imprese.
LOTTA ALL'EVASIONE: viene rafforzata grazie ai limiti al pagamento in contante, a vantaggio dei metodi di pagamento tracciabili, nonchè alla fatturazione elettronica, a cui si aggiunge il confronto tra le informazioni di contabilità nazionale e quelle acquisiti tramite l'anagrafe tributaria. Le maggiori entrate "al netto di quelle necessarie al mantenimento dell'equilibrio di bilancio e alla riduzione del rapporto tra il debito e il pil" devono essere trasferite al Fondo per la riduzione strutturale della pressione fiscale.
PROFILI PENALI: la delega cambia anche alcuni profili penali relativi all'evasione, mantenendo i reati per le fattispecie più gravi, ma aprendo alla possibilità invece di sanzione amministrativa per i comportamenti meno gravi. "Questo è un Paese in cui anche per una dichiarazione infedele di 20 o di 30 mila euro si rischiava finora l'avviso di garanzia e un percorso penale assurdo, su cui la stessa Guardia di finanza in audizione ci è venuta a dire: questo non ha senso", ha detto Capezzone per motivare la scelta.
CONTRASTI DI INTERESSI: presentando il testo, il relatore ha posto l'accento sul "contrasto di interessi" come "misura di grande interesse sulla quale c'è stata negli anni passati troppa timidezza e invece ha funzionato nei settori dove è stata utilizzata" come quello delle ristrutturazioni in casa. Di fatto, si tratta della possibilità di scaricare nella dichiarazione dei redditi le spese sostenute, se vengono certificate: così facendo, il consumatore o cliente di un professionista è invogliato a chiedere la fattura o lo scontrino perché ne ha un beneficio economico diretto.
COMPENSAZIONE DEBITI-CREDITI: il meccanismo, già introdotto con il decreto sui debiti p.a. e con il Destinazione Italia, viene generalizzato per quanto riguarda i crediti di imposta spettanti al
contribuente e i debiti di imposta a suo carico.
RAZIONALIZZAZIONE SPESE FISCALI: annualmente il Governo dovrà stilare un rapporto, da allegare alla Legge di Stabilità, relativo alla razionalizzazione delle spese fiscali, al fine di riformare o eliminare le esenzioni, nonché i regimi fiscali di favore, considerati inadeguati al contesto socioeconomico di riferimento.
RESPONSABILIZZAZIONE FISCALE: Oltre a ricordare che il nuovo Fisco non dovrà alzare la pressione, ma "se possibile" ridurla, Capezzone ha sottolineato il principio di "responsabilizzazione fiscale": nel nuovo sistema "deve essere individuabile per ciascun tributo il livello di governo che beneficia delle relative entrate, chi lo mette e chi incassa, ponendo uno stop, diciamo, alla giungla delle addizionali".
PACCHETTO IMPRESE: per le aziende è prevista l'istituzione di sistemi di controlli e prevenzione del rischio fiscale. Le piccole imprese potranno ricevere una riduzione degli adempimenti fiscali, aderendo a programmi di tutoraggio. Saranno previste maggiori possibilità di rateazione per i debiti tributari e nuove forme di tassazione per i redditi di impresa.
BONUS RISTRUTTURAZIONI: previsti sgravi sugli immobili per messa a punto di opere di adeguamento alla normativa in materia di sicurezza e di riqualificazione energetica e architettonica.
http://www.repubblica.it/economia/2014/02/27/news/delega_fiscale_via_libera_definitivo-9774544/
Articolo tratto da:
http://www.gianoforlab.it/via-libera-definitivo-dellaula-della-camera-alla-delega-fiscale-in-formazione/
domenica 23 marzo 2014
In.Formazione
Il centro formazione Giano ForLab offre un continuo aggiornamento sui processi aziendali, amministrativi ed educativi, in linea con i provvedimenti e gli ordinamenti ministeriali e le innovazioni tecnologiche, che danno origine a mutate esigenze metodologiche inerenti i processi di apprendimento e insegnamento, attraverso la rubrica ‘In.Formazione’, che segnala news ed eventi inerenti le aree formative sviluppate.
Integrazione e inclusione nelle aule scolastiche
Sempre più numerosi, ma anche più bravi a scuola. La fotografia scattata dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, in collaborazione con la Fondazione Ismu (l’Istituto per lo Studio della Multietnicità), offre alcune conferme, ma anche nuovi spunti, sugli “Alunni con cittadinanza non italiana”. L'indagine si riferisce a quelli che hanno frequentato l'anno scolastico 2012/2013.
L'integrazione sta diventando una realtà, e la scuola ne è contemporaneamente la cartina di tornasole e il motore. Il ritardo quasi si annulla per gli studenti con diversa cittadinanza che però sono nati nel nostro Paese: le loro performance si avvicinano a quelle degli italiani (in particolare nelle prove di lingua straniera) e sono nettamente migliori di quelle dei loro compagni nati all'estero. In alcune regioni del Sud le differenze tra gli italiani e gli studenti di seconda generazione tendono addirittura ad invertirsi: in Campania gli stranieri nati in Italia fin dalla scuola primaria hanno un rendimento migliore dei loro compagni di classe figli di italiani. Stanno diventando più bravi. E si presentano sempre più in anticipo sui banchi.
C'è anche una novità assoluta. Il Rapporto 2012/2013 per la prima volta si occupa di alunni stranieri con disabilità certificata (visiva, uditiva e psico-fisica). Negli ultimi cinque anni la loro presenza è praticamente raddoppiata: ora sono il 3,1% tra gli alunni con cittadinanza non italiana e il 10,8% tra gli alunni con disabilità. Un dato che rivela la capacità della scuola italiana di saper dare risposte e assistenza formativa a situazioni difficili. I dati dimostrano come il diritto all’istruzione e alla formazione per i minori RSC non sia ancora del tutto attuato. I bassi livelli di scolarizzazione rappresentano uno dei fattori principali che ostacoleranno l’inclusione sociale, l’inserimento nel mercato del lavoro e la partecipazione attiva alla vita pubblica dei minori RSC una volta diventati adulti.
La diminuzione dei tassi di iscrizione degli ultimi anni, come già evidenziato nello scorso Rapporto, è la dimostrazione più evidente della scarsa efficacia delle politiche di inclusione e di scolarizzazione attuate in Italia e desta serie preoccupazioni.
È da sottolineare inoltre che questi dati non sono in grado di rilevare il reale andamento della frequenza scolastica dei minori iscritti, il successo formativo e gli esiti della scolarizzazione, ovvero le situazioni di problematicità e di difficoltà che segnalano gli operatori scolastici. Di fronte a una mancanza di informazioni sulla presenza numerica dei minori nei campi o in altre tipologie di insediamento precarie, e a casi di irregolarità e di arrivi clandestini, non si è in grado di conoscere la percentuale effettiva di inserimento scolastico dei RSC sul totale dei minori aventi diritto. In assoluto sfuggono tuttora alle rilevazioni tutti quei bambini che non sono mai stati iscritti a scuola, spesso residenti in aree sosta abusive o campi dismessi, non raggiunti dai servizi territoriali.
Per questo motivo andrebbe rilanciato un grande lavoro conoscitivo sui popoli rom, sinti e caminanti e migliorata la rilevazione scolastica degli alunni, attraverso strumenti più idonei che permettono di acquisire informazioni adeguate e che presuppongono una collaborazione con le stesse comunità.
L’inserimento scolastico è imprescindibile inoltre dalla risoluzione di altre problematiche che affliggono le famiglie di appartenenza. La collocazione nei campi, spesso non attrezzati e lontani dalle istituzioni scolastiche, i problemi sanitari dei bambini dovuti alle precarie condizioni di vita, la mancanza di lavoro e formazione degli stessi adulti, la povertà, la carenza di relazioni sociali fra società maggioritaria e minoritaria, i pregiudizi e le immagini stereotipate, di entrambe le parti in gioco, rom e non rom, rischiano di bruciare anche le migliori pratiche di accoglienza che, a volte, le istituzioni scolastiche riescono ad attuare, intaccando i rapporti insegnanti-alunni, ma più in generale famiglie rom, sinti e caminanti e non.
È chiaro che la storia dei rapporti fra le comunità rom, sinti e caminanti e la società maggioritaria è contestuale, cioè differente da città e città, da territorio a territorio, come ben evidenziano i dati. Il sostegno all’inclusione scolastica dipende dai welfare locali e quindi dalle capacità dei territori di fornire anche i mezzi per raggiungere le scuole, di applicare didattiche interculturali, di accogliere e valorizzare le differenze nel rispetto reciproco, di aprire dialoghi con le famiglie.
In questa prospettiva si colloca il Progetto Nazionale per l’inclusione e l’integrazione dei bambini rom, sinti e caminanti, promosso nell’a.s. 2013/2014 dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali in collaborazione con il Miur in tredici aree metropolitane15, ma anche tanti interventi portati avanti, con fatica, da piccole amministrazioni locali.
Articolo tratto dalla rubrica 'In.Formazione' - Giano ForLab
www.gianoforlab.it
Integrazione e inclusione nelle aule scolastiche
Sempre più numerosi, ma anche più bravi a scuola. La fotografia scattata dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, in collaborazione con la Fondazione Ismu (l’Istituto per lo Studio della Multietnicità), offre alcune conferme, ma anche nuovi spunti, sugli “Alunni con cittadinanza non italiana”. L'indagine si riferisce a quelli che hanno frequentato l'anno scolastico 2012/2013.
L'integrazione sta diventando una realtà, e la scuola ne è contemporaneamente la cartina di tornasole e il motore. Il ritardo quasi si annulla per gli studenti con diversa cittadinanza che però sono nati nel nostro Paese: le loro performance si avvicinano a quelle degli italiani (in particolare nelle prove di lingua straniera) e sono nettamente migliori di quelle dei loro compagni nati all'estero. In alcune regioni del Sud le differenze tra gli italiani e gli studenti di seconda generazione tendono addirittura ad invertirsi: in Campania gli stranieri nati in Italia fin dalla scuola primaria hanno un rendimento migliore dei loro compagni di classe figli di italiani. Stanno diventando più bravi. E si presentano sempre più in anticipo sui banchi.
C'è anche una novità assoluta. Il Rapporto 2012/2013 per la prima volta si occupa di alunni stranieri con disabilità certificata (visiva, uditiva e psico-fisica). Negli ultimi cinque anni la loro presenza è praticamente raddoppiata: ora sono il 3,1% tra gli alunni con cittadinanza non italiana e il 10,8% tra gli alunni con disabilità. Un dato che rivela la capacità della scuola italiana di saper dare risposte e assistenza formativa a situazioni difficili. I dati dimostrano come il diritto all’istruzione e alla formazione per i minori RSC non sia ancora del tutto attuato. I bassi livelli di scolarizzazione rappresentano uno dei fattori principali che ostacoleranno l’inclusione sociale, l’inserimento nel mercato del lavoro e la partecipazione attiva alla vita pubblica dei minori RSC una volta diventati adulti.
La diminuzione dei tassi di iscrizione degli ultimi anni, come già evidenziato nello scorso Rapporto, è la dimostrazione più evidente della scarsa efficacia delle politiche di inclusione e di scolarizzazione attuate in Italia e desta serie preoccupazioni.
È da sottolineare inoltre che questi dati non sono in grado di rilevare il reale andamento della frequenza scolastica dei minori iscritti, il successo formativo e gli esiti della scolarizzazione, ovvero le situazioni di problematicità e di difficoltà che segnalano gli operatori scolastici. Di fronte a una mancanza di informazioni sulla presenza numerica dei minori nei campi o in altre tipologie di insediamento precarie, e a casi di irregolarità e di arrivi clandestini, non si è in grado di conoscere la percentuale effettiva di inserimento scolastico dei RSC sul totale dei minori aventi diritto. In assoluto sfuggono tuttora alle rilevazioni tutti quei bambini che non sono mai stati iscritti a scuola, spesso residenti in aree sosta abusive o campi dismessi, non raggiunti dai servizi territoriali.
Per questo motivo andrebbe rilanciato un grande lavoro conoscitivo sui popoli rom, sinti e caminanti e migliorata la rilevazione scolastica degli alunni, attraverso strumenti più idonei che permettono di acquisire informazioni adeguate e che presuppongono una collaborazione con le stesse comunità.
L’inserimento scolastico è imprescindibile inoltre dalla risoluzione di altre problematiche che affliggono le famiglie di appartenenza. La collocazione nei campi, spesso non attrezzati e lontani dalle istituzioni scolastiche, i problemi sanitari dei bambini dovuti alle precarie condizioni di vita, la mancanza di lavoro e formazione degli stessi adulti, la povertà, la carenza di relazioni sociali fra società maggioritaria e minoritaria, i pregiudizi e le immagini stereotipate, di entrambe le parti in gioco, rom e non rom, rischiano di bruciare anche le migliori pratiche di accoglienza che, a volte, le istituzioni scolastiche riescono ad attuare, intaccando i rapporti insegnanti-alunni, ma più in generale famiglie rom, sinti e caminanti e non.
È chiaro che la storia dei rapporti fra le comunità rom, sinti e caminanti e la società maggioritaria è contestuale, cioè differente da città e città, da territorio a territorio, come ben evidenziano i dati. Il sostegno all’inclusione scolastica dipende dai welfare locali e quindi dalle capacità dei territori di fornire anche i mezzi per raggiungere le scuole, di applicare didattiche interculturali, di accogliere e valorizzare le differenze nel rispetto reciproco, di aprire dialoghi con le famiglie.
In questa prospettiva si colloca il Progetto Nazionale per l’inclusione e l’integrazione dei bambini rom, sinti e caminanti, promosso nell’a.s. 2013/2014 dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali in collaborazione con il Miur in tredici aree metropolitane15, ma anche tanti interventi portati avanti, con fatica, da piccole amministrazioni locali.
Articolo tratto dalla rubrica 'In.Formazione' - Giano ForLab
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